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Nazione: "Fiorentina, largo ai giovani. La strategia di Fabio Paratici"

Redazione VN
Dragusin è un classe 2002, Pellegrino un 2001 e Joao Mario un 2000, senza dimenticare Ndour, nato nel 2004

A 16 anni e 43 giorni Federico Croci è entrato nella storia della Fiorentina. Venerdì sera contro il Benevento, il classe 2010 è diventato il più giovane calciatore ad aver mai esordito con la maglia viola in una partita ufficiale. Un record che racconta il talento del ragazzo, ma anche la filosofia di una società che ha deciso di considerare i giovani non più come un rischio, bensì come una risorsa da coltivare. I pochi ma preziosi minuti concessi a Croci al Franchi rappresentano un messaggio preciso: la squadra costruita da Fabio Paratici guarda al presente senza perdere di vista il futuro.

Una strategia confermata anche dai numeri. Nella scorsa stagione la Fiorentina era la settima squadra più giovane della Serie A, con un'età media di 25,8 anni, e nel prossimo campionato potrebbe scalare ulteriormente questa particolare classifica. Il mercato estivo ha infatti portato a Firenze numerosi talenti giovanissimi: Mastantuono è un classe 2007, Oulai e Valdepenas sono del 2006, Jimenez e Viery del 2005, mentre Atta è nato nel 2003. Tutti giocatori scelti non soltanto per le loro prospettive, ma anche perché considerati già pronti per dare un contributo concreto.

La stessa filosofia emerge osservando gli altri innesti. Dragusin è un classe 2002, Pellegrino un 2001 e Joao Mario un 2000, senza dimenticare Ndour, nato nel 2004. Ne sta nascendo quindi una Fiorentina giovane, ma non necessariamente inesperta, nella quale Paratici ha deciso di investire su talento, qualità e ampi margini di crescita. L'esordio da record di Croci diventa così il simbolo più evidente di un progetto che punta a costruire oggi una parte importante della Fiorentina di domani. Lo scrive la Nazione.