Nazione: "Fiorentina, il modulo conta poco. C'è una cosa veramente importante"
Vanoli continua a valutare il 4-3-3 e il 4-2-3-1, ma la priorità della Fiorentina è alzare il baricentro e mantenere distanze corte tra i reparti, senza arretrare di venti metri. Il centrocampo a tre offre maggiore protezione sulle linee di passaggio, sostegno alla pressione e accompagnamento dell’azione; il 4-2-3-1 valorizza il trequartista, ma rischia di lasciare isolati i due mediani se gli esterni non partecipano alla fase difensiva. Più del modulo conta quindi l’interpretazione collettiva.
La prima soluzione è avanzare in modo coordinato: la punta indirizza la costruzione avversaria verso un lato, il trequartista o la mezzala chiude il passaggio interno, l’esterno aggredisce il portatore e il terzino sale in sostegno. Anche i difensori centrali devono accompagnare la pressione, evitando di restare vicini alla propria area e di allungare la squadra.
Fondamentale anche proteggersi prima di perdere il pallone: durante gli attacchi almeno due o tre giocatori devono essere pronti a contrastare le ripartenze, evitando che gli uomini di corsa avanzino contemporaneamente senza copertura. Un mediano a protezione e una mezzala pronta ad accorciare possono garantire equilibrio, nella direzione delle prove con Brescianini ancora preferito a Oulai. La Fiorentina deve dare struttura alla propria vocazione offensiva, con movimenti condivisi e responsabilità precise, per sostenere il baricentro alto senza esporsi. Lo scrive la Nazione.
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