Nazione: "Così Jimenez può mandare all'inferno la Juventus di Spalletti"
Fiorentina-Juventus può essere la partita della svolta. In un Franchi esaurito, una vittoria darebbe ai viola tre punti e la possibilità di ritrovare entusiasmo, autostima e orgoglio dopo mesi difficili. Vanoli sta ancora cercando un assetto stabile, sia nel modulo sia negli uomini, e si affida alla capacità di Pellegrino di colpire e alla personalità di Mastantuono, chiamato a trascinare la squadra. Una risposta è attesa anche dalla difesa: a Dragusin e Viery, o a chi sarà scelto al loro posto, il compito di contenere Kolo Muani e Woltemade e frenare l’emorragia di gol subiti da inizio stagione.
Tra i viola che possono mettere in difficoltà la Juventus di Spalletti c’è Jimenez, in un buon momento di forma e già protagonista contro l’Inter. La serata ha un peso particolare anche per Fagioli, segnato da una vicenda personale ai tempi della Juve e ora alle prese con il ballottaggio tattico con Oulai. Il suo rendimento in viola resta discontinuo, mentre con la Nazionale di Mancini si sta ritagliando un ruolo di primo piano con la maglia numero 10. Per lui la sfida può rappresentare un passaggio importante, qualunque sia il minutaggio.
Il Franchi ritrova una sfida che ha consegnato alla memoria viola le imprese di Fuser, Batistuta, Pepito Rossi, Tendi e Desolati. La domanda è chi possa firmare il prossimo ricordo. Pellegrino ha in Batigol un idolo e un punto di riferimento, Gonçalves può evocare Pepito Rossi, mentre Njie, con gli strappi, la corsa e la voglia di puntare l’uomo sulla fascia, ricorda il Fuser che seppe far male alla Juventus. Lo scrive la Nazione.
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