Nazione: "Amareggiato e con voglia di riscatto. Al VP un Pellegrino carico"
La prima occasione per rialzarsi porta il nome di Mateo Pellegrino. Nella notte dell’Olimpico, terminata con il pesante 4-0 contro la Roma, l’argentino è stato probabilmente la vittima più evidente della pessima prestazione viola. Catapultato al centro dell’attacco quasi all’ultimo momento e informato della titolarità soltanto il giorno precedente, era stato provato da Fabio Grosso nell’undici iniziale solo durante la rifinitura. Il compito era particolarmente complicato: battagliare da solo contro la difesa romanista, all’interno di una squadra incapace di accompagnarlo e di costruire occasioni.
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Ne è uscita una prova anonima e sofferta: Pellegrino non è mai stato pericoloso, è rimasto lontano dalla porta ed è apparso poco adatto, almeno in quella serata, al calcio scelto dalla Fiorentina. I numeri fotografano le difficoltà: appena 32 palloni toccati, 11 persi, il 58% dei passaggi completati nella metà campo avversaria e soltanto due duelli aerei vinti sui dieci disputati. Proprio nel fondamentale che avrebbe dovuto rappresentare una delle sue specialità è stato sovrastato. Dopo la sconfitta, alcuni tifosi hanno persino cominciato a rimpiangere Roberto Piccoli, ma il confronto appare inevitabile quanto ingeneroso: giudicare un centravanti dopo una partita simile, con tutta la squadra allo sbando, sarebbe prematuro.
Il calcio offre però subito un’altra possibilità e la sfida di domani contro il Frosinone può diventare la prima vera occasione di riscatto. Il caso Kean ha privato Grosso della principale alternativa, mentre il nuovo attaccante, Zirkzee o un altro profilo, arriverà soltanto nel fine settimana. Salvo sorprese, sarà quindi ancora Pellegrino a guidare l’attacco viola al Franchi, questa volta con una settimana di lavoro alle spalle, un contesto più favorevole e una Fiorentina obbligata a mostrare un atteggiamento diverso. In questi giorni l’argentino ha spinto molto al Viola Park: Roma gli ha lasciato amarezza e frustrazione, ma anche una forte voglia di rivincita. Contro il Frosinone dovrà trasformare quella rabbia in energia e gol, dimostrando che la sua storia in viola non è realmente iniziata all’Olimpico, ma può cominciare domani. Lo scrive la Nazione.
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