Italiano: "Voglio tornare in Italia per vincere lo scudetto. Studio il Barcellona"
Vincenzo Italiano, intervistato dal Corriere dello Sport, parla anche della sua crescita personale e del suo futuro da allenatore:
La squadra italiana che le piacerebbe allenare?
«Non lo so. Il mio sogno, fin da ragazzino, è sempre stato vincere lo scudetto. E sono rimasto un sognatore. Vediamo se prima di smettere potrò esaudirlo...».
C’è un allenatore che sta studiando?
«Io sono attratto da tanti anni dal Barcellona. Metodo, filosofia, modo di intendere il calcio: è un marchio che non può non piacere. Non mi fermo a nominare l’allenatore, parlo proprio della filosofia. Sono folgorato da questo club: fuori dal normale. Chiunque sia il tecnico, propongono sempre lo stesso calcio offensivo: uno spettacolo incredibile. Ogni tanto provo a rubacchiare qualcosa, ma si fa fatica a copiare e riproporre la loro mentalità».
Ma i nostri giovani trovano poco spazio, soprattutto nei grandi club.
«Nel Besiktas c’è un dirigente tedesco con cui ho discusso di questo tema. Lui dice: “Per voi un diciottenne è troppo giovane, pensate di rovinarlo. Invece in altri Paesi non è così, si ha pazienza, ci si accolla l’errore e l’inesperienza. Voi non avete coraggio con i giovani”. È la verità. Qui al Besiktas abbiamo Fakhili, un 2006 che viene dalla B francese dove il livello è più che basso. Montella mi ha chiamato dicendomi: questo mi piace. E l’ha convocato. Una vera emozione per me. È un ragazzo che sta facendo progressi impressionanti. E poi qui c’è una regola giusta: solo 10 stranieri over e massimo 4 Under 23, poi solo turchi. Quando si è obbligati a seguire una strada, c’è crescita».
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