Gazzetta: "Per i giocatori, l'esonero di Grosso è un alibi. Fiorentina troppo molle"
Voglia, idee e spirito di sacrificio hanno fatto la differenza a favore del Genoa. De Rossi, in emergenza e con la panchina traballante, ha scelto per la prima volta in stagione dall’inizio la difesa a quattro, sistemando Messias dietro El Shaarawy e Osmajic per restituire certezze alla squadra. Vanoli ha invece schierato Oulai trequartista, Beto al posto di Pellegrino — miglior marcatore viola insieme a Mastantuono con tre gol — e Valdepenas al posto di Viery. Scelte che non hanno pagato, contribuendo a regalare un tempo ai rossoblù, avanti 2-0 in meno di venti minuti.
Osmajic, autore di un gol e un assist, Messias ed El Shaarawy sono stati decisivi. Il trentatreenne ex Roma, alla prima da titolare, ha corso e lottato, partecipando al vantaggio e sfiorando il 3-0 su punizione. La Fiorentina è apparsa invece molle, con poche trame, errori incomprensibili, palloni sprecati e ritardi sulle seconde palle. Oulai, mai a suo agio sulla trequarti, è stato sostituito all’intervallo; Fagioli ha sofferto Frendrup e Traoré, mentre Jimenez e Valdepenas non si sono praticamente visti nel primo tempo. Ndour è apparso meno spavaldo nonostante il gol azzurro da 75 metri, Mastantuono ha insistito nelle iniziative individuali senza quasi mai superare l’uomo e Beto è rimasto fuori dal gioco. Gnonto ha avuto un solo spunto, sul gol annullato per fuorigioco di Valdepenas.
A completare il quadro, i gravi errori difensivi sui due gol, costruiti dal Genoa sfruttando entrambe le fasce. Il vantaggio è nato a sinistra: tiro di El Shaarawy, respinta corta di De Gea e svirgolata di Ellertsson trasformata in assist involontario per Osmajic. Il raddoppio è arrivato da destra, con il cross di Osmajic e il pallone ciccato da Ranieri, che ha regalato a Messias la possibilità di segnare. Una fragilità collettiva che conferma come il cambio di allenatore, da solo, non basti a risolvere i problemi viola. Lo scrive la Gazzetta dello Sport.
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