CorSport: "Dalle scelte al campo. Tutto quello che non funziona nella Fiorentina"
Il pesante 0-4 contro la Roma non deve portare a giudizi definitivi: la Fiorentina è ancora un progetto in costruzione e avrà bisogno di calma, pazienza ed equilibrio. Le difficoltà erano prevedibili contro una squadra già completa e organizzata, ma non una prestazione così inconsistente. La formazione viola è apparsa impreparata sotto ogni aspetto: fisico, mentale, tecnico e tattico.
Molte perplessità riguardano le scelte di Fabio Grosso. Dodô è stato schierato titolare dopo essere rimasto spesso fuori nelle amichevoli, costringendo João Mário a giocare a sinistra e portando all’esclusione di Valdepeñas. Gudmundsson è finito in panchina, Mastantuono è partito titolare senza avere ancora una condizione adeguata, Kean è entrato al 60’ sul 3-0 e Oulai è stato utilizzato soltanto a gara ormai compromessa, pur risultando tra i più vivaci. Sul mercato resta poi il dubbio legato all’eventuale sostituzione di Kean, autore di 19 gol nella prima stagione viola e 8 in 26 partite nella seconda, con Beto, che nell’ultimo campionato inglese ne ha realizzati 9 in 37 presenze.
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Anche il piano di gioco non ha funzionato. Dopo un precampionato basato sul palleggio, la Fiorentina si è affidata ai lanci lunghi verso Pellegrino, senza però accompagnarlo con i cross necessari. La squadra ha perso tutti i duelli, mostrato poca rabbia e concesso enormi spazi alla Roma, anche a causa dei movimenti difensivi sbagliati. La partita contro il Frosinone dovrà fornire le prime risposte: è giusto interrogarsi sugli errori, ma sarebbe prematuro bocciare un progetto appena iniziato. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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