Viola News News viola Rassegna stampa CorFio: "Paratici voleva una squadra offensiva, ma la Fiorentina non segna mai"

CorFio: "Paratici voleva una squadra offensiva, ma la Fiorentina non segna mai"

Redazione VN
Pellegrino e Beto alla ricerca del gol

La Fiorentina immaginata da Paratici per Grosso doveva essere a trazione offensiva, ma la squadra ereditata da Vanoli fatica sia dietro sia dalla trequarti in avanti: 19 gol subiti, peggior difesa del campionato, e un attacco che produce troppo poco. La sesta sconfitta stagionale, contro l’Inter, ha alimentato le polemiche sui cambi, ma le difficoltà offensive erano emerse già prima delle sostituzioni e contro il Como, quando erano mancati soprattutto precisione e concretezza a Fagioli e Njie. Pellegrino non segna in campionato dall’11 settembre a Venezia: allora aveva completato una serie di tre partite a segno, contando Torino e Pisa in Coppa Italia, poi si è fermato anche per la cronica scarsità di rifornimenti.

Il problema principale è la mancanza di assist e sostegno alle punte. Nella graduatoria di Serie A guidata da Dybala con quattro assist, il primo viola è Fagioli, trentaquattresimo, autore dei passaggi per Pellegrino a Venezia e Jimenez a Milano. Alle sue spalle il contributo è minimo: Mastantuono ha firmato la tripletta dell’unica vittoria, mentre Njie, Gnonto e Gonçalves non hanno ancora inciso, anche se il portoghese aveva creato due occasioni contro il Como. Pellegrino mostra qualche limite tecnico e mentale, ma riceve pochi palloni dalle fasce e dalla trequarti, dove pesa anche l’assenza di Atta, rimasto ad allenarsi da solo al Viola Park.

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Ancora più complicato il rendimento di Beto, senza gol né occasioni in 181 minuti, nonostante il lavoro psicologico citato da Vanoli. A Venezia aveva liberato spazio per il secondo gol di Mastantuono, ma nelle successive apparizioni non è mai stato pericoloso. Contro l’Inter il suo ingresso ha pesato negativamente: pallone perso prima del pareggio nerazzurro e appena un duello vinto su tre in sette minuti. Alla fragilità difensiva si aggiunge dunque un reparto offensivo incapace di incidere, segnale di una ristrutturazione che la Fiorentina non ha ancora assimilato. Lo scrive il Corriere Fiorentino.

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