"Come Kean o addirittura meglio": Gazzetta e la grinta di Mateo Pellegrino
Mateo Pellegrino è cresciuto guardando i video di Batistuta che gli mostrava il padre Mauricio, difensore di talento, accompagnandoli con la frase: «Adesso ti faccio vedere uno che spacca la porta». Oggi è il centravanti della Fiorentina e, pur consapevole del peso dei paragoni con Batigol, sta conquistando Firenze con umiltà: con tre reti è il capocannoniere viola insieme a Mastantuono, a sua volta accostato a Messi in Nazionale. Tra i due argentini c’è anche una scommessa: se Franco gli servirà almeno cinque assist, Mateo pagherà la carne per una grigliata. Dopo l’avvio difficile della squadra e un rendimento offensivo discontinuo, Pellegrino sta iniziando a dare il proprio contributo.
Al Festival dello Sport di Trento, nell’incontro “100 anni di Viola”, condotto dalla giornalista della Gazzetta dello Sport Fabiana Della Valle e con la presenza del dg Alessandro Ferrari, l’attaccante ha mostrato una maturità superiore ai suoi 24 anni. Ha raccontato il consiglio ricevuto da Batistuta durante le celebrazioni del centenario: «Bati non mi ha parlato di gol, ma mi ha detto che devo lasciare la vita in campo, è quello che vogliono i tifosi viola: lo farò fino all’ultimo giorno, lo prometto». Batigol, che nella prima stagione viola, la 1991-92, segnò 14 gol, di cui 13 in Serie A, vuole incontrarlo ancora: «Dopo i video mostrati da papà, conoscere Bati di persona è stato incredibile. Dopo l’evento di settembre mi ha addirittura scritto perché vuole parlarmi di nuovo, quando saremo soli, con calma: vuole prendersi il tempo di occuparsi di me, questo dice che persona sia».
Nella scelta di Firenze hanno pesato la tradizione degli argentini in viola e la fiducia della società e di Fabio Paratici, che lo seguiva già prima dell’arrivo al Parma. «È un orgoglio rappresentare questa squadra nel centenario e sono orgoglioso dell’investimento fatto per me», ha spiegato Pellegrino, sottolineando di aver trovato l’affetto che cercava e una città che vive il calcio come l’Argentina, oltre a un Viola Park dove resterebbe tutto il giorno. Il suo desiderio è fermarsi a lungo e raggiungere la doppia cifra, senza porsi limiti: «Voglio restare tanti anni, far capire chi sono e ora arrivare in doppia cifra, ma non mi piace mettere limiti o dare numeri: l’obiettivo è fare bene come Kean o, se posso, fare addirittura meglio». Lo scrive la Gazzetta dello Sport.
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