Viola News News viola Rassegna stampa Bucchioni spiega il no di Antognoni: "C'è un motivo specifico"

Bucchioni spiega il no di Antognoni: "C'è un motivo specifico"

Redazione VN
Enzo Bucchioni tratta così il caso Antognoni-Fiorentina nel suo commento a La Gazzetta dello Sport

"Pensano davvero che sia un bischero?". Giancarlo Antognoni ha risposto così, da fiorentino che più fiorentino non si può, all’invito del presidente Joseph Commisso che lo avrebbe voluto al centro dei festeggiamenti per i cento anni della Fiorentina di fine agosto. Lui, l’unico numero dieci, il capitano per sempre, la bandiera di Firenze, non ci sarà.

E adesso? Che Centenario sarà senza di lui? "Come andare alla Messa senza il prete", osserva Enzo Bucchioni nel suo commento. Un’ironia che appartiene alla tradizione fiorentina, ma che questa volta lascia spazio a una città divisa. Sono tanti i tifosi delusi, che faticano a comprendere la scelta di Antognoni davanti a un appuntamento così simbolico.

Secondo Bucchioni, il rifiuto dell’ex capitano è soltanto l’ultimo capitolo di una storia d’amore intensa tra un giocatore, Firenze e la Fiorentina, un rapporto vissuto tra emozioni, sofferenze e incomprensioni. L’ultimo grande strappo risale a cinque anni fa, quando Antognoni lasciò il club dopo il ridimensionamento del proprio ruolo all’interno della società.

Il giornalista ricorda poi il tentativo della famiglia Commisso di ricucire il rapporto. Joseph Commisso, insieme alla madre Catherine, ha teso la mano all’ex numero dieci con parole importanti: "Nella storia della Fiorentina c’è un nome che appartiene a tutti noi: Giancarlo Antognoni. Non è semplicemente un grande campione, è la Fiorentina. È Firenze. È la maglia viola". A questo si è aggiunto un gesto simbolico, il ritiro della maglia numero 10 per un anno.

Ma tutto questo non è bastato. "Dopo cinque anni di silenzio queste parole di Commisso mi hanno fatto semplicemente imbestialire", ha replicato Antognoni, aggiungendo: "O mi prendono in giro o pensano davvero che sia un bischero".

Il motivo della sua decisione, spiega Bucchioni, risiede nella convinzione dell’ex capitano che questo riavvicinamento sia arrivato troppo tardi e sia stato dettato esclusivamente dalla necessità di organizzare al meglio il Centenario. "Due mesi fa avevo già detto chiaramente al direttore generale Ferrari che non avrei partecipato, sapevano tutto. Questa è solo una forzatura", ha sottolineato Antognoni.

Eppure le parole arrivate dagli Stati Uniti erano sembrate sincere: "Lo voglio con tutti noi, lo vogliamo con tutti noi. Giancarlo è parte di tutti noi", aveva detto Joseph Commisso, definendolo come un giocatore con "fedeltà a un solo colore" e "un campione del mondo che ha portato la Fiorentina nel cuore".

La risposta di Antognoni, però, non ha lasciato spazio a ripensamenti: "Cinquanta dei cento anni della Fiorentina sono i miei, ho dato tutto, ho rischiato perfino la vita per questa maglia, ho rifiutato grandi offerte per amore di questa tifoseria, ma non mi sono mai pentito. L’amore di Firenze vale lo scudetto che non ho mai vinto. Pensate che per me non sia una sofferenza non fare festa insieme ai miei tifosi? Non andare allo stadio? È una questione di dignità".

Infine, Bucchioni sottolinea come la Fiorentina abbia ribadito di aver informato Antognoni con anticipo dell’iniziativa di Joseph Commisso, escludendo qualsiasi "imboscata". Ma ormai, conclude il giornalista, ogni tentativo di mediazione appare destinato a cadere nel vuoto.