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Andreazzoli: “Vincere non è il primo obiettivo. Il Viola Park è… troppo”
La Nazione ha intervistato Aurelio Andreazzoli, 73 anni, nuovo allenatore della Fiorentina Primavera. Per lui, dice, è una sfida: "Se non fosse stata così, non l'avrei accettata. L'ho fatto con piacere come risposta a una proposta di Paratici. Mi è sembrata particolare come richiesta e le cose insolite mi piacciono. Qualcuno l'ha definita rivoluzionaria, ma non lo è". La missione è "quella di trasmettere ai ragazzi ciò che è necessario imparino da chi ha già vissuto certe cose. Chi ha avuto la possibilità di fare esperienza ha il dovere di trasmetterla".
Per Andreazzoli non ci sono differenze tra allenatore e formatore perché "significa dare una forma a un'idea che uno ha in testa. E quale miglior banco di prova c'è se non farlo con i giovani?". Il tecnico si sofferma anche sul Viola Park: "E' una splendida realtà. Me lo sono visitato qualche sera fa di notte, in bicicletta, da solo. E' tutto splendido. Però a volte è...troppo. Avendo tutto, i giovani rischiano di considerare normale il non dover rinunciare mai a niente. E' uno dei motivi, penso, per cui la Fiorentina ha pensato a me".
Andreazzoli parla anche degli obiettivi del settore giovanile: "Vincere non rappresenta il primo obiettivo. Il target è di vedere tanti ragazzi del settore giovanile giocare in Serie A". Su cosa l'ha incuriosito di più dice: "Gli sguardi incuriositi dei ragazzi. Ma ho avuto anche molto piacere che tutti i direttori, da Paratici a Ferrari fino a Goretti e Angeloni, siano venuti a vederci lavorare. Questo spirito si vede anche da parte della proprietà e, in tal senso, ci tengo a ringraziare il presidente Giuseppe Commisso e suo madre Catherine".
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