Zenga: "Fiorentina inallenabile? Non mi pare. Tutto non può cambiare in 4 giorni"
L'ex portiere di Inter e Sampdoria Walter Zenga ha analizzato negli studi di Sky Sport il successo per 2-4 ottenuto dalla Fiorentina sul campo del Venezia, soffermandosi sulle lacune della retroguardia e sull'impatto del ritorno di Paolo Vanoli.
Le crepe difensive e l'analisi del match
Zenga ha messo subito in luce le fragilità mostrate da entrambe le formazioni nel reparto arretrato:
Mi sembra che entrambe abbiano subito 11 gol. La situazione del Venezia è particolare, perché l'avevo visto giocare a Frosinone e in quell'occasione aveva disputato una buona partita. Non è una squadra che non crea gioco o occasioni: ha un modo di giocare ben preciso, ma nella fase difensiva mostra delle difficoltà di posizionamento. Quando Haps scivola da solo o si trova nell'uno contro uno con Pellegrino, evidentemente c'è qualcosa che non funziona.
Il cambio in panchina e la reazione del gruppo
L'attenzione si è poi spostata sul cambio di guida tecnica in casa viola, con il richiamo di Paolo Vanoli a seguito del breve e turbolento periodo gestito da Fabio Grosso, sollevato dall'incarico dopo tre sconfitte consecutive.
C'è un aspetto che mi ha colpito e che, se fosse confermato, mi lascerebbe piuttosto perplesso. Mi riferisco alla dichiarazione attribuita a Grosso, secondo cui questa squadra sarebbe stata impossibile da allenare. Poi arriva un tecnico come Vanoli, che dimostra entusiasmo, prende in mano la situazione e riesce a trasformarla.
In chiusura, Zenga ha avanzato una chiave di lettura sulla pronta risposta d'orgoglio fornita dai giocatori al Penzo:
Se quella frase fosse realmente stata pronunciata, allora potrebbe esserci la risposta all'enigma. È impossibile che un allenatore riesca a cambiare completamente una squadra in appena quattro giorni, anche perché a Venezia ha comunque incassato due gol. Però, proprio in quelle parole, potrebbe esserci stata la scossa decisiva per la reazione della squadra.
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