Le parole dell'ex direttore sportivo della Fiorentina
Pradè: "Mi manca la Fiorentina. Rocco, Joe, Astori, Pepito, vi dico tutto"
L'ex direttore sportivo della Fiorentina, Daniele Pradè, ha parlato al Pentasport di Radio Bruno della situazione in casa viola. Dopo le parole fatte uscire a pranzo (LEGGI QUI), il dirigente romano ha continuato con queste dichiarazioni:
Firenze ti prende nell'anima, io l'ho vissuta fortemente, in maniera intensa. La Fiorentina ha un tifo pazzesco, perché Firenze ha una sola squadra. Io sono un camminatore, la città l'ho girata tanto. E' un gioiello messo in mezzo all'Italia Firenze. E' un qualcosa di particolare. Poi la Toscana è la regione più bella d'Italia.
Sui lavori al Franchi
Con la costruzione del nuovo stadio e la curva dalla parte opposta la squadra ci perde 4/5 punti a campionato. E' un grosso handicap.
Prade
Sui ricordi
Ho vissuto 10 anni emozionati. Ho giocato 4 finali e 4 semifinali. Mi viene in mente il gol di Barak a Basilea. Però, la partita più bella non può che essere il 4-2 contro la Juventus, con i bianconeri avanti di due gol, rischiammo di prendere anche il terzo, e poi tutto cambiò. Anche i quarti posti un bel ricordo, peccato che le regole non fossero le stesse di oggi.
Sulla prima esperienza a Firenze
Fu particolare, una rivoluzione vera e propria. Il primo acquisto fu Lupatelli, poi arrivarono grandi giocatori. Montella non era una scommessa in quel momento, era allenatore vero, con idee particolari. Trovammo un feeling particolare, di condivisione. Nella seconda parte, però, ovviamente non fu come la prima, ma giocammo tre finali. La tifoseria della Fiorentina ce l'ho nel cuore. Se potevo staccare un anno prima? Ci poteva stare, ma volevo mettere qualcosa in più. Anche il dramma di Bove fu pesante.
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Su Astori
Veniva da un'esperienza a Roma non soddisfacente e lo voleva anche il Napoli. Gli presentai il progetto e lui decise di venire.
Sul rapporto con Palladino
Lo scelsi io, il rapporto era ottimale. Io cercavo di fare il mio lavoro da dirigente, stimolando. Il mio rapporto con lui è ottimo, l'ho sentito anche poco tempo fa. Non ho mai litigato con nessun allenatore, ma semplicemente svolto un lavoro da dirigente presente.
Sulla Fiorentina
Mi manca tanto, tutto il contesto. La Famiglia Commisso è stupenda, la Fiorentina se la deve tenere stretta. Anche Joseph e Catherine si vede che ci tengono. La società è strutturata alla grande. Ferrari come direttore generale è un valore importante. E' un personaggio che ne ha vissute tante, è stato il braccio destro di Caprotti in Esselunga.
Sulla più grande delusione
La delusione più grande è stata l'infortunio di Giuseppe Rossi. Quell'anno, in coppia con Mario Gomez, potevano fare veramente faville. Sono stati duri colpi. Credevo veramente si potesse fare qualcosa di grande quell'anno, perché Pepito è stato capocannoniere per altre 7 giornate dopo l'infortunio.
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