Poesio: "Kean? La Fiorentina aveva previsto tutto. Zirkzee intrigante"
Intervenuto ai microfoni di Radio Bruno, Ernesto Poesio ha analizzato la situazione legata a Moise Kean e al possibile arrivo di Joshua Zirkzee, soffermandosi sulle conseguenze che un’eventuale cessione dell’attaccante avrebbe sul progetto tecnico della Fiorentina.
"Kean e Zirkzee sono due giocatori molto diversi, con caratteristiche differenti. Se l’operazione dovesse andare in porto, Grosso sarebbe chiamato a ripensare in parte le proprie idee, probabilmente anche dal punto di vista tattico e del modulo».
Per Poesio, il cambiamento sarebbe particolarmente significativo per il modo di attaccare della squadra: "Kean è un giocatore che attacca la profondità, gioca molto sulla potenza, può fare reparto da solo e invita la squadra a cercarlo anche con il gioco lungo. Zirkzee, invece, interpreta il ruolo in maniera completamente differente. È quasi un regista avanzato per certi versi, perché permette agli altri di inserirsi. È un profilo sicuramente intrigante e, soprattutto, sarebbe comunque un nome importante per sostituire Kean".
kean grafica como metà
La vicenda Kean, secondo Poesio, ha però inevitabilmente condizionato anche il resto del mercato viola: "Questa situazione rischia di aver rallentato il lavoro sugli esterni, che dovevano rappresentare uno degli ultimi interventi della Fiorentina sul mercato. Da dieci giorni si parla quasi esclusivamente della questione Kean e questo inevitabilmente assorbe energie e attenzione".
Sul braccio di ferro tra Fiorentina e Como, Poesio ha poi spiegato: "Il Como ha cercato di portare la trattativa fino agli ultimi giorni per provare a ottenere condizioni migliori, mentre la Fiorentina era disponibile a prendere in considerazione una cessione, ma soltanto alle proprie condizioni. È il normale gioco del mercato: quando entrambe le parti vogliono fare l’operazione ma nessuna vuole cedere per prima, i tempi inevitabilmente si allungano".
Secondo Poesio, la Fiorentina aveva comunque messo in conto una possibile partenza di Kean: "La società aveva previsto questo scenario anche perché aveva inserito una clausola nel contratto. Se non fosse stata presa in considerazione l’ipotesi di una cessione, probabilmente il problema non si sarebbe nemmeno posto: Kean sarebbe rimasto e basta".
Il discorso si sposta poi sulla costruzione della rosa:"La Fiorentina ha perso anche un esterno offensivo che sembrava vicino e questo ha complicato ulteriormente il lavoro. A Roma si è vista una certa confusione nelle scelte e lo stesso Grosso lo ha riconosciuto".
Poesio ha quindi evidenziato il caso Dodo e, più in generale, le valutazioni ancora aperte all’interno della rosa: "«Ci sono situazioni che la società deve ancora definire. Dodo è un giocatore sul quale si discute da mesi, ma bisogna anche considerare che la Fiorentina ha investito molto su determinati profili e che alcuni acquisti sono stati fortemente voluti da Paratici. Non si può quindi ragionare soltanto nell’ottica dell’immediato".
Infine, un passaggio sugli esterni offensivi e su Mastantuono: "Mastantuono ha caratteristiche particolari e non è un esterno puro. Il suo arrivo ha sicuramente modificato le necessità della rosa, ma la Fiorentina ha comunque bisogno di un giocatore capace di occupare stabilmente quella posizione sull’altra fascia".
E proprio qui entra in gioco il lavoro di Grosso: "Quando è arrivato, probabilmente aveva in mente un determinato sistema di gioco. Poi le dinamiche del mercato, le occasioni individuate da Paratici e gli investimenti fatti hanno modificato la composizione della rosa. Ma questo fa parte del lavoro di un allenatore: deve mettere in campo i giocatori che la società gli mette a disposizione e trovare il modo migliore per valorizzarli".
Poesio ha infine sottolineato la filosofia che dovrebbe guidare il mercato viola: "La cosa più importante è avere giocatori di qualità, con personalità, capaci anche di leggere le partite autonomamente. Non si può pensare che tutto dipenda sempre dalle indicazioni dell’allenatore. Gli investimenti devono inoltre essere funzionali alla crescita della squadra e della società nel medio-lungo periodo".
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