Viola News News viola Radio e tv Di Gennaro: "Dove sono i leader? La sconfitta di Genova è inaccettabile

Di Gennaro: "Dove sono i leader? La sconfitta di Genova è inaccettabile

Aly Kebe
Antonio Di Gennaro critica la Fiorentina dopo la sconfitta di Genova e mette in guardia sui rischi di una stagione che può complicarsi ulteriormente.

Ospite al 30° minuto su Italia 7, Antonio di Gennaro ha detto la sua sul momento della Fiorentina in vista della sfida contro il Como:

“Se è un campionato come quello dell’anno scorso? Sarebbe ancora peggio, visti gli investimenti che sono stati attuati. Il cambio repentino dell’allenatore è dovuto anche alle prestazion deludenti e a un confronto con Paratici che non può essere stato positivo. La Fiorentina si trova in una condizione di classifica forse peggiore rispetto all’anno scorso, perché l'anno scorso ci era passata, mentre quest’anno ci sta tornando. La sofferenza c’è ancora.

Quando Vanoli dice che bisogna diventare squadra, tocca un punto importante. Ci sono molti giocatori nuovi e di talento, ma manca la capacità di dare continuità alle prestazioni. Dopo la partita di Genova, dove la squadra, al di là del primo tempo, è mancata in tutto, la classifica può diventare una problematica seria in prospettiva. Una squadra che ha già preso quattordici gol ha un problema vero”.

Non ci sono leader, a parte De Gea

Di Gennaro ha poi messo in discussione l’equilibrio della rosa, dalla tenuta difensiva alla mancanza di personalità in mezzo al campo. Il mercato ha portato giocatori di talento, ma non ha ancora costruito una squadra con riferimenti chiari e caratteristiche complementari:

“La rivoluzione di Paratici era nata attorno a Grosso, con giocatori scelti per il suo modo di giocare. Poi è arrivato Vanoli: dopo tre giornate, cosa può cambiare? Vanoli aveva già detto che era una squadra che lo affascinava, che lo stuzzicava, ma poi ci sono il campo e gli allenamenti. Dopo la sosta, il primo tempo di Genova ha fatto pensare che bisogna lavorare ancora, anche se il secondo tempo è stato migliore. È una squadra che deve trovare gli equilibri.

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Ci sono dei leader in questa squadra, a parte De Gea? Il portiere che fa il capitano non mi entusiasma molto, ma non per lui: per me il capitano deve stare in mezzo al campo. È una considerazione personale. Non ci sono leader. In difesa è arrivato Dragusin, che aveva fatto molto male al Tottenham, mentre Ranieri è ancora lì, ma a livello difensivo non è un giocatore di altissimo livello per cambiare rotta. Questa rivoluzione è stata accompagnata da una spesa importante. Ora bisogna capire se la squadra recepisce quello che vuole Vanoli e riesce a diventare squadra. Se ti ritrovi ancora invischiato in un campionato in cui non sei abituato a stare, come l’anno scorso nella lotta per non retrocedere, diventa un problema. Nessuno ti aspetta: devi fare punti e risultati. Devi essere molto più completo ed equilibrato.

Ci sono giocatori giovani e di talento, ma bisogna guardare anche al livello difensivo. Valdepenas è un giocatore di talento, ma la fase difensiva la fa? E Dodô? In mezzo al campo bisogna ancora capire come giocare e trovare un undici vero. Avendo una partita a settimana, non puoi stravolgere ogni volta la formazione per le diverse situazioni. Serve un gruppo che dia concretezza, sfrutti il talento e provi a fare più risultati possibili, magari essendo meno bello, ma più concreto, cinico e cattivo. La domanda è: questa squadra ha queste caratteristiche?”.

La sconfitta di Genova è inaccettabile

Il punto di partenza, secondo Di Gennaro, deve essere la fase difensiva. Non conta tanto il modulo quanto la capacità di muoversi da squadra, con tutti i giocatori coinvolti anche quando il possesso è degli avversari. Un aspetto che riguarda soprattutto una formazione ricca di giovani e giocatori offensivi:

“Non voglio sottostare a quelli che dicono che è il nuovo che avanza: bisogna cercare di non prendere gol. Questo vuol dire difendersi e avere una difesa che sappia difendere, a tre, a quattro o a cinque non mi interessa. Serve una squadra amalgamata bene. Adesso mi sembra che ci siano ancora giocatori che devono trovare una collocazione giusta. Ci sono anche delle prove come Oulai trequartista a Genova o il centrocampo a due. Firenze, dopo quello che ha passato l’anno scorso, non può più vivere un’altra stagione così. Oltre ai difensori bisogna avere terzini, centrocampisti capaci di difendere da squadra e attaccanti che partecipino alla fase di non possesso. Ma sono abituati a farla? Mastantuono non credo, mentre Njie è più abituato. In mezzo ci sono giocatori di qualità come Fagioli, Oulai e Atta, se ha recuperato, mentre Ndour può anche arrivare al gol, come abbiamo visto. Ma non è un discorso di reparto: è una questione di compattezza di squadra. Prima di tutto, non devi prendere gol.

La sconfitta di Genova ha dato una mazzata ancora più grossa perché, dopo una ripresa dopo l'esonero di Grosso, è arrivato un risultato che non ha alibi. Nel primo tempo la squadra poteva prendere quattro gol: non era in campo, non era in partita. Per una squadra che, per la classifica in questo momento, deve salvarsi è inaccettabile. La concentrazione deve essere un obbligo, sempre”.

Come affrontare Como e Inter

In vista delle prossime sfide contro Como e Inter, Di Gennaro ha infine richiamato la squadra alla massima attenzione. Due avversarie che possono mettere in difficoltà una Fiorentina ancora alla ricerca della propria identità:

“Puoi provare a giocare con il blocco basso, ma rischi di andare incontro a dispiaceri. Il Como gioca alto e ti attacca forte, anche l’Inter è molto propositiva e pericolosa, indipendentemente dai quattro gol presi contro il Brugge. Puoi provare a fare la partita e ad aggredire l’avversario, ma devi saper essere compatto. Sono due partite sulla carta proibitive, ma devi interpretarle con la massima attenzione, anche perché, senza risultati, la situazione si fa complicata”.

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