De Gea, parla Sorrentino: "La prestazione con il Napoli deve essere la normalità"
L'ex portiere Stefano Sorrentino è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per analizzare il momento della Fiorentina, soffermandosi sul valore dei singoli.
L'impatto di De Gea e la trasformazione della fase difensiva
Sorrentino ha speso parole di grande stima per il portiere spagnolo:
Parliamo di De Gea, uno dei profili più forti dei principali campionati europei. Quando hai la personalità per giocare per dodici anni nel Manchester United significa che sei un campione, qualcosa in più rispetto agli altri. Prestazioni straordinarie come quella contro il Napoli per lui devono essere la normalità. Oggi però il ruolo sta cambiando: sia i portieri sia i difensori devono saper impostare con i piedi. Di contro, si è persa l'arte della marcatura a uomo pura. Oggi si marca a zona e spesso si vedono amnesie collettive in area di rigore, come accaduto alla Roma contro l'Inter su Lautaro. Non è un caso che dopo cinquanta partite di campionato non ci sia stato ancora uno 0-0: si difende meno, o meglio, si difende male.
La gestione Vanoli e la scossa nello spogliatoio
Sul cambio in panchina e sul lavoro svolto dal nuovo allenatore, l'ex portiere ha promosso l'operato della società:
Quando la dirigenza si è resa conto che non si poteva più andare avanti e che c'erano criticità profonde tra squadra e allenatore, ha fatto benissimo a cambiare subito. Inutile mettere una toppa su un buco troppo grande. Paolo Vanoli è un tassello fondamentale per la Fiorentina: conosce l'ambiente e la piazza. Il calcio è semplice, sono gli interpreti che a volte lo rendono complicato. Anche se questa sosta è atipica per i tanti nazionali assenti, Vanoli ha già ottenuto risposte importanti. Fare tre vittorie e un pareggio in dieci giorni dopo un avvio da tre sconfitte di fila non era affatto scontato.
La rosa viola e il giudizio sui singoli: da Mandragora a Njie
Infine, Sorrentino si è espresso sulla costruzione dell'organico e su alcuni elementi della rosa:
La rosa non è stata costruita da Vanoli, quindi servirà tempo per incastrare gli elementi nel suo sistema, ma il materiale d'attacco e di qualità c'è. Mi dispiace per la situazione di Mandragora: quando è stato impiegato ha sempre fatto molto bene e secondo me non era il caso di metterlo ai margini, anche se sono scelte societarie. Davanti mi piace tantissimo Pellegrino: magari non è partito benissimo, ma un attaccante che suda la maglia e lotta per la squadra vale più di tante figurine. Su Njie, invece, siamo di fronte a un talento puro: è un 'crack' da gestire e Vanoli può essere l'uomo giusto per tirare fuori il meglio da lui.
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