Dati difensivi preoccupanti, Amoruso: "De Gea principale imputato? No, ecco chi"
Nel corso del suo intervento a Radio Bruno, l'ex difensore della Fiorentina Lorenzo Amoruso ha analizzato senza filtri il momento critico della squadra viola.
L'approccio a San Siro: giocarsela senza paura
Amoruso invita la squadra ad affrontare i Campioni d'Italia a viso aperto, sfruttando le crepe difensive mostrate di recente dai nerazzurri:
I nerazzurri hanno dimostrato di essere vulnerabili e di concedere molto dietro, pur vantando una potenza offensiva devastante, come visto anche in Champions League. Persa per persa, me la andrei a giocare. La Fiorentina deve capire cosa vuole essere: finora siamo né carne né pesce, senza una squadra forte che finalizza con continuità né una retroguardia solida che sa difendere. Sulla carta l'Inter è nettamente superiore e la sconfitta ci può stare, ma bisogna scendere in campo per giocarsela e raccogliere il massimo, sfruttando le incertezze di una squadra che ha già subito diversi gol in questo avvio.
I due grandi problemi: 17 gol passivi e poca concretezza
Il nodo centrale resta l'equilibrio di una rosa che evidenzia limiti enormi su entrambi i fronti del campo:
Se mostri la classifica e i dati a chiunque, la risposta è unanime: il problema principale è che prendi troppi gol. Diciassette reti in sette partite sono un dato clamoroso che porta a una proiezione di circa novanta gol subiti a fine anno. Al contempo, però, è una squadra che spreca malamente una quantità industriale di occasioni create, con un indice di concretezza tra i peggiori del torneo.
L'analisi dell'ex difensore si sposta poi sui singoli e sulle responsabilità collettive:
C'è stata forse una sopravvalutazione generale di tante cose, unita a una carenza di esperienza nei singoli e nel collettivo. Vanoli stesso, dopo le prime settimane, pensava che i problemi fossero più semplici da risolvere. Apprezzo l'impegno e la corsa, ma vorrei una squadra più cinica, più organizzata e più cattiva nel disimpegnare l'area o nel fare gol. Il centrocampo deve iniziare a sporcarsi le mani: non si può pensare di giocare sempre in modo bello, a volte bisogna essere pratici. Non do la colpa a De Gea, ma se analizziamo i 17 gol presi, mi tengo basso se dico che almeno il 60 per cento nasce da errori individuali dei difensori o di tutta la fase difensiva.
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