Cecchi ottimista: "Buio totale? No, io vedo una luce. Ecco perché"
Nonostante la dolorosa sconfitta casalinga per 1-3 contro il Como e un avvio di campionato estremamente complicato, il giornalista Stefano Cecchi, dalle frequenze di Radio Bruno, prova a tracciare una linea di demarcazione tra le difficoltà attuali e le prospettive future della Fiorentina, invitando l'ambiente a valutare la prestazione oltre il semplice risultato finale.
Tra errori individuali e spunti di gioco
Cecchi non nasconde le gravi lacune emerse al Franchi, ma evidenzia la presenza di segnali positivi sul piano della produzione offensiva:
Oggi la Fiorentina perde male contro una squadra ritenuta più piccola, commettendo errori a raffica. Diciassette gol subiti e una classifica terribile sono dati oggettivi che preoccupano tutti. Tuttavia, la Fiorentina ha provato a fare la partita: se andiamo a scomporre la gara, i numeri e le statistiche dicono che i viola hanno tirato sei volte in porta e creato cinque grandi occasioni contro le tre del Como. Questo basta a salvare la prestazione? Assolutamente no. Ma dimostra che non siamo di fronte a una squadra da cantiere di demolizione o da rifondare da capo. È un gruppo da correggere e far crescere, che deve trovare certezze ed eliminare quella serie incredibile di errori individuali.
Il giornalista traccia poi un parallelo con la gestione passata per spiegare la sua visione:
Nel momento del buio totale io vedo comunque una luce. Rispetto alla squadra vista lo scorso anno o a quella della gestione Grosso, dove non si vedeva alcuna idea e non si tirava mai in porta, oggi ho visto una formazione che tenta di giocare a calcio e che ha provato ad aggredire il Como con un assetto molto offensivo. Il calcio è spesso deciso dai dettagli: il gol di Fagioli sfiorato, la disattenzione sul loro vantaggio che secondo diversi esperti era da annullare. Non mi aggrappo mai alla sfortuna o agli alibi, ma sono elementi oggettivi che dicono che la Fiorentina in campo c'era.
Le lacune a centrocampo e la crescita di Fagioli
L'analisi si sposta poi sulla composizione della rosa e sui correttivi necessari per trovare stabilità tattica:
A questa squadra manca un profilo a centrocampo capace di garantire filtro e copertura quando non si ha il possesso, un giocatore che svolga quel lavoro di sostanza che l'anno scorso garantiva Mandragora togliendo tante castagne dal fuoco. Manca una figura in mezzo al campo in grado di contenere le ripartenze avversarie. Allo stesso tempo, però, vedo la crescita di Fagioli: oggi ha preso in mano le redini del gioco con la personalità che ci si aspettava. Lavorando sui ritmi e sull'organizzazione, sono convinto che ci sia il margine per costruire una squadra solida su un telaio che a me pare esistere.
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