Bucchioni: "Oulai è il mediano. Fagioli deve giocare come dice Mancini"
Ai microfoni di Radio Bruno, il giornalista Enzo Bucchioni ha analizzato il pirotecnico pareggio per 2-2 tra Fiorentina e Atalanta, soffermandosi sulle persistenti lacune difensive della squadra, sui limiti di continuità di alcuni singoli e sulle scelte tattiche della panchina.
Una Fiorentina ancora malata: difesa sotto accusa e reazione caratteriale
L'analisi parte dalla fotografia di una squadra che fatica a trovare stabilità:
Siamo alla nona giornata e la situazione descrive una Fiorentina ancora malata, che migliora qualcosa nella fase offensiva ma continua a mostrare enormi difetti dietro, incassando due gol evitabilissimi. Se De Gea non avesse compiuto un intervento decisivo nel primo tempo, la partita avrebbe preso una piega drammatica. La squadra ha mostrato carattere nella ripresa ribaltando il match, ma i problemi strutturali restano evidenti e ci vorrà il famoso tempo e lavoro per trovare la quadra definitiva.
Il nodo centrocampo: la gestione di Fagioli e l'alternativa Oulai
Bucchioni si concentra poi sulla mediana e sulle prestazioni di Nicolò Fagioli, apparso in difficoltà anche nelle ultime uscite:
Questo è un tema che ci portiamo dietro da agosto. La Fiorentina in questo momento deve giocare con tre centrocampisti, perché a due la fase difensiva diventa troppo complicata. Fagioli ha qualità tecniche indiscutibili, ma manca di continuità e di leadership caratteriale: quando le cose si complicano, tende a nascondersi. L'errore da cui nasce la palla gol e la successiva reazione indolente in campo sono la fotografia di una prestazione insufficiente.
Da qui la proposta tattica e il paragone illustre:
Servirebbe un giocatore di sostanza e dinamismo come Oulai davanti alla difesa per intercettare e recuperare palloni, spostando Fagioli nel ruolo di mezzala. Come diceva anche Roberto Mancini, che a Firenze ha vinto l'ultimo trofeo ventisei anni fa, un centrocampista con quelle caratteristiche non può fare il play basso se è fragile in interdizione. Serve equilibrio.
I cambi tardivi e lo sguardo al Sassuolo
In chiusura, il giornalista critica la gestione dei cambi nel finale e proietta l'attenzione sul prossimo impegno:
Non ha senso effettuare sostituzioni a tre minuti dalla fine buttando nella mischia giocatori, come non si capisce la logica di togliere un centravanti per metterne un altro senza incidere. Tra le note liete c'è la buona prova di João Mario sulla corsia mancina, sperando che trovi continuità per tappare una falla aperta. Ora ci aspetta la trasferta di Sassuolo: una partita complicata contro una squadra reduce da una pesante sconfitta, dove la Fiorentina sarà obbligata a fare punti per muovere una classifica che continua a imporre sofferenza.
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