Enzo Bucchioni, ospite del Pentasport, ha analizzato la vittoria sul Sassuolo, soffermandosi su alcuni singoli
Bucchioni: "Fagioli ha perso serenità. La Juventus è battibile"
Ospite del Pentasport di Radio Bruno, il noto giornalista Enzo Bucchioni ha parlato della sfida contro il Sassuolo e delle prospettive future:
Una vittoria importantissima sotto l’aspetto mentale, ti dà la sensazione che qualcosa stia migliorando, nell’ultima mezz’ora hai visto aggressività e voglia di vincere nella squadra. È vero che il Sassuolo ha lasciato grandi spazi, però almeno hai smosso la classifica, tirandoti fuori dalle ultimissime posizioni. Adesso ci attende la sfida contro la Juventus, che da sola ti dà grande carica, poi la sosta e successivamente un filotto di partite che dovrebbero essere alla tua portata. Si è schiarito l’orizzonte con questa vittoria, fermo restando i problemi che ci sono sempre e che abbiamo visto nel primo tempo, soprattutto nella costruzione del gioco e nella fase difensiva.
Bucchioni
I cambi
È successo qualcosa con le sostituzioni, che finalmente hanno cambiato la Fiorentina. Nelle ultime uscite i cambi non incidevano, invece ieri sera abbiamo visto Oulai, che porta una grande energia in mezzo al campo e che ti serve soprattutto in pressione, e poi la qualità di Goncalves, che da tanto tempo ci chiedevamo come stesse. Se il portoghese è quello che abbiamo visto ieri sera, sappiamo che è un calciatore capace di vedere il gioco con un’intelligenza superiore, cercherei di inserirli.
Sulle parole di Vanoli riguardo i nazionali
Anche numericamente il centrocampo è scarso: con uno infortunato hai solamente quei quattro. Il rendimento di Fagioli è sicuramente calato; se hanno l’attitudine a montarsi la testa per quel poco che hanno fatto, la situazione può diventare preoccupante. Come in tutti i lavori, se non hai l’umiltà e la voglia di migliorare tutti i giorni, la situazione può diventare realmente preoccupante. Ci vuole sicuramente un lavaggio del cervello per riportarli nelle giuste condizioni.
Fagioli
Non voglio fare lo psicologo, e non lo sono, però, vedendo il suo rendimento anche nel corso della carriera, è sempre stato altalenante. Un giocatore a quel livello e a quell’età una sorta di continuità la deve trovare necessariamente, altrimenti rimani lì e, come dicevo prima, se continua così conoscendolo Mancini non lo chiama più in Nazionale. Secondo me si vede anche dallo sguardo: ha perso un po’ la serenità. E la faccia è lo specchio dell’anima e, nel calcio, questo è fondamentale: c’è un collegamento tra piedi e testa.
Ndour
È un buon giocatore, ma non è un fenomeno, non è uno di quei giocatori che ti fa la giocata e salta l’uomo. Tralasciando il gol in nazionale, è un giocatore moderno, strutturato. Però perché in nazionale si vede così tanto? Perché, all’interno di un meccanismo di gioco, quando una squadra ha una personalità e i meccanismi sono collaudati, uno come Ndour si muove molto meglio. In sostanza, sa cosa deve fare e all’interno del meccanismo e si esalta, alla Fiorentina, dove il gioco non funziona, è un po’ lasciato a se stesso e sparisce all’interno della partita; con il crescere del gioco crescerà anche lui.
La sfida contro la Juventus
Io avevo fatto una tabella per questo periodo, che iniziava con la scorsa sosta e terminava con la prossima sosta, e avevo detto: “Facciamo 11 punti”. Se battessimo la Juventus, sarebbero 11 punti esatti e sarebbe l’optimum di quello che poteva succedere. Battere i bianconeri è possibile: in questo periodo la Juventus è battibile. Il Sassuolo l’ha battuta, il Genoa l’ha dominata due partite fa. Però non so se i viola, in questo momento, siano in grado di fare un tipo di partita come quella del Grifone. I gigliati non sono assolutamente ancora guariti, però è una partita più abbordabile rispetto ad altre sfide affrontate in passato contro i bianconeri
Oulai
Abbiamo un centrocampo di diesel: non c'è uno che cambi passo, che cambi modo di aggredire, che vada a fare pressione, che abbia quell'energia e quella reattività. L'unico che può dare questo è Oulai, anche se in alcune situazioni esce a vuoto, recupera sempre: è un giocatore che ti serve come il pane.
De Gea e Martinelli
De Gea, senza voler mettere in croce nessuno, perché gli errori li fanno tutti, ma penso che serva un portiere con una maggiore reattività. L’estremo difensore, nel calcio di oggi, deve uscire ed essere dominante in area. Non puoi far spiovere tutte queste palle in mezzo all’area: le deve prendere il portiere, ti creano difficoltà questi palloni vaganti. Martinelli è un giovane di talento, con prospettiva, che hai cresciuto in casa e che sta facendo bene anche quest’anno, quindi darei una possibilità a lui.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Caricamento raccomandazioni...