Viola News News viola Radio e tv Aglietti: "Grosso ha un cerchio puntato contro, non avrà i giusti meriti"

Aglietti: "Grosso ha un cerchio puntato contro, non avrà i giusti meriti"

Redazione VN
Ospite a RTV38, Alfredo Aglietti ha commentato il momento della Fiorentina, soffermandosi sulle situazioni di Kean e Pellegrino e non solo

Ospite a RTV38, Alfredo Aglietti, ex attaccante e allenatore, ha parlato della situazione di Kean e Pellegrino:

“Grosso si dovrà adeguare: se arriva l’offerta giusta, Kean partirà. In più, se arriverà l’offerta giusta, bisogna vedere poi se la Fiorentina ha la possibilità e la capacità di prendere subito qualcuno che lo possa sostituire, perché partire solo con Pellegrino è un problema, poiché Pellegrino può essere il sostituto di Kean, ma qualora l’italiano partisse, ci vorrebbe anche un altro attaccante che magari abbia caratteristiche diverse. Pellegrino ha qualità a legare il gioco, giocatore che nello schema di Grosso forse serve più di Kean, però in caso di partenza servirà anche un attaccante con caratteristiche diverse dall’argentino, come ad esempio Bonny, che con davanti nelle gerarchie Lautaro, Thuram e Pio Esposito potrebbe trovare meno spazio e Firenze potrebbe essere la piazza ideale per lui.”

Sull'assenza di ali e l'impatto dei terzini:

“In caso di assenza di ali, per creare l’ampiezza serviranno i terzini, quindi rischiando anche di sbilanciarsi leggermente. Servirà l’utilizzo dei terzini che salgono, non tutti e due insieme, sennò si rischia di subire dei contropiedi, però a turno sarà opportuno cercare l’avanzata degli esterni difensivi per cercare di imbucare in mezzo.”

Il cerchio attorno a Grosso:

"Sembra che già ci sia un cerchio bello puntato. Se la stagione dovesse andar bene, io sono convinto che a Grosso non saranno dati i meriti che giustamente dovrebbe eventualmente avere. Ma com’è che è sempre colpa dell’allenatore? Sempre e comunque. Sentivo un’intervista a De Rossi in cui aveva detto che l’allenatore è un uomo a perdere, perché se ha qualche merito non gli viene riconosciuto, e se la squadra va male le colpe sono le sue. Come ha detto anche Paratici nell’intervista, ci vuole tempo. Il tempo include non solo la società, non solo i calciatori, ma anche l’allenatore. Quindi diamo tempo a Grosso per poter trasmettere la propria idea di calcio e il suo modo di pensare il calcio, tempo di avere un ciclo di partite a prescindere poi da quali saranno i risultati."

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