Viva Vanoli, se lo merita. Firenze, invece, non meritava tutto questo
Non vogliamo essere fraintesi, quindi chiariamo subito: non è che Firenze non si merita Paolo Vanoli, allenatore che non ha mai fallito una missione nella sua carriera e che ha salvato la Fiorentina la scorsa stagione da una situazione disperata. Piuttosto Firenze non si meritava la sequela di eventi che hanno riportato Paolo Vanoli sulla panchina viola. Del senno di poi son piene le tombe, si dice, e quella metaforica di Fabio Grosso non fa eccezione. "A quel punto tanto valeva tenere Vanoli", la considerazione che va per la maggiore.
Vanoli, da parte sua, si merita questo ed altro. Per quel che è riuscito a fare nella prima parte del 2026 andrebbe fatta quella famosa statua che doveva essere dedicata a Iachini, altro allenatore da nietzschano eterno ritorno dell'uguale, uno di quei porti sicuri nei quali ti rifugi quando il mondo attorno va a rotoli e nulla sembra funzionare.
Il fallimento dell'idea di Paratici
La scelta di voltare pagina e ripartire con un nuovo progetto da parte di Paratici aveva senso, ma si è sgretolata a contatto con la realtà. Non abbiamo paura di usare la parola "fallimento", dato che dopo neanche quattro mesi non solo si sceglie di deviare dal percorso originale cambiando guida tecnica, ma si opta, voci vogliono dopo aver preso un no da Thiago Motta, per tornare direttamente al punto di partenza, back to square one, di fatto ammettendo implicitamente di aver sbagliato la scelta iniziale. E attenzione: nel gioco dell'oca "torna alla casella di partenza" non significa che non si può vincere. Solo che è tutto maledettamente più difficile.Riproponiamo il concetto espresso dal nostro vicedirettore in video: ammettere l'errore è una scelta matura, intelligente, che dà a Vanoli l'occasione di misurarsi con una rosa teoricamente di valore (pur con qualche ormai acclarata lacuna) e a Paratici stesso di dimostrare che i 130 milioni spesi in estate non sono stati spesi così male come è sembrato con Grosso in panchina.
Adesso è un Vanoli molto più saldo
Il punto è che ancora una volta Vanoli rileva una squadra non sua, che non ha contribuito a costruire come invece avrebbe fatto volentieri, e ancora una volta è chiamato a salvarla prima ancora che a portarla a qualsiasi altro traguardo. L'anno scorso era il 7 novembre, quest'anno è il 7 settembre, quindi c'è molto più tempo e gli orizzonti sono, almeno sulla carta, un po' più ampi. Basti pensare che l'Inter ha vinto il campionato 2025/26 con 3 punti sui primi 9 disponibili. E quel che lo stesso allenatore varesino ha detto al Corriere dello Sport il 29 agosto, ovvero che il mercato fatto permette di sognare, è un gradito appiglio.La certezza da cui si riparte è che stavolta a fine maggio non sarà altrettanto facile dire grazie e arrivederci. La Fiorentina fa sapere che ha scelto di andare su un profilo che conosce l’ambiente e con cui pensare qualcosa di lungo termine: non potrebbe essere altrimenti, dato che quando il rapporto è stato interrotto nel breve la prima volta si è costruito qualcosa che è andato peggio di come stava andando Pioli allo stesso punto della stagione scorsa. Qualcosa che, appunto, Firenze non merita. Vanoli sia, lo sarà a lungo a meno di ulteriori disastri che, per come ormai lo conosciamo, immaginiamo improbabili. Viva Vanoli.
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