Torna il Giglio che adesso spera nel terzo posto
Dalla sponda orientale del Mar Mediterraneo, nella Foresta della Speranza ad Amchit, in Libano, anche i gattini più minuscoli tifano viola. E guardano con grande curiosità questa nuova squadra, immaginata da Fabio Paratici, e guidata da Fabio Grosso, nascere e prendere forma.
I tempi in cui la Fiorentina era ultima in classifica con 6 punti sembrano lontani. Per portare un po’ di luce e di speranza in quel momento buio della storia Viola, iniziai allora a scrivere il racconto dei dialoghi immaginari tra il Giglio centenario e i suoi piccoli amici portafortuna. E ora, all’alba di questa nuova stagione, la speranza sarebbe di toccare le stelle, dopo aver trascorso mesi e mesi nel buio umido delle stalle.
Quando il Giglio pensa al mercato che la Fiorentina sta conducendo, il cuore gli batte forte, e si sente molto più giovane e spensierato. La classe di Atta e di Oulai, la forza granitica di Viery e Dragusin, le folate offensive di Jimenez, e soprattutto il desiderio di Paratici di stupire tutti lo fanno sognare. Questa Fiorentina sarà diversa, e avrà la capacità di dominare le partite a centrocampo, imponendo il suo gioco, almeno in teoria, aspettando la prova del campo. Tuttavia, il Giglio prova anche un po’ di tristezza e di rammarico al pensiero di tutti questi giovani cresciuti nel vivaio Viola che salutano. Nel mondo ideale nel quale il Giglio vive, giocatori come Amatucci, Harder e Trapani sarebbero stati provati in prima squadra prima di mandarli via, in prestito, o peggio, a titolo definitivo. Infatti il Giglio si nutre di emozioni e di passione, come i tifosi, senza possedere la fredda logica calcistica necessaria per valutare le qualità e il talento di un giovane giocatore, e quindi in realtà non sa se Paratici ci ha visto giusto oppure no. L’unica opzione che il Giglio ha è di fidarsi ciecamente, sperando che tutto giri per il verso giusto.
Nonostante l’assenza di gioco, il successo nell’amichevole contro il Watford ha reso il Giglio felice, perché la scorsa estate con Pioli la Fiorentina era stata incapace di vincere contro le squadre inglesi. E, rivedere Edoardo Bove in campo non aveva prezzo: la presenza di questo ragazzo sorridente al cuore d’oro dimostra che quasi tutto è possibile nella vita, a patto di crederci con forza.
E ora, il Giglio vuole lasciarsi andare ai suoi sogni. Senza dirli ad alta voce, ovviamente. Ma nel cuore suo, per festeggiare degnamente i suoi cento anni, il Giglio amerebbe vedere una Fiorentina spumeggiante in lotta per il terzo posto fino alla fine della stagione. Poi, se non succederà, pazienza. Tuttavia l’estate è fatta per sognare, anche se i sogni della scorsa stagione si erano poi trasformati in un incubo senza fine.
All’improvviso, il Giglio sente un piccolo miagolio dietro a lui.
“Sono Leprotto,” un gattino di appena due o tre mesi dice.
“Ma sei minuscolo!” il Giglio si esclama, “come hai fatto a venire fino a Firenze alla tua età?”
“E’ vero che sono piccolissimo, ma sono anche molto veloce,” Leprotto dice, “mi ispiro a mio zio Ventino, anche se lui è troppo selvatico per camminare dentro ad una città. Io sono un po’ più domestico.”
“Oltre ad essere veloce, sembri molto dolce, Leprotto. Ma non mi hai ancora spiegato la ragione della tua visita.”
Leprotto bisbiglia: “siamo gatti magici, lo hai intuito Giglio. La nostra speranza è di vedere una Fiorentina molto più veloce, che si impadronisce del campo e fa circolare la palla con fluidità. Sono venuto per questa ragione, per aiutare la squadra, magicamente.”
Il Giglio sorride intenerito. “Ti ringrazio Leprotto, ma ti avverto che il tuo compito non sarà dei più semplici, e te lo dice uno che ha cento volte più esperienza di te.”
Nota sull'autore:
Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 35 anni, e abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un master in ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su Linkedin https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/ e su Instagram https://www.instagram.com/arbarodeespero/
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