La maglia numero 10
Caro presidente, la sua lettera è una pietra fondante nel rapporto Commisso-Fiorentina-Firenze. Il suo appello ad Antognoni quasi commovente. Permetta, però, alcune piccole annotazioni. L’iniziativa di ritirare la maglia numero dieci per un anno, omaggio a Giancarlo, ci pare un’anacronismo culturale.
Non so chi gliela abbia suggerita. Nel calcio a differenza, per esempio del baseball, i numeri hanno un valore storico e tecnico. Fino all’ultima disgraziata rivoluzione 2 e 3 erano i terzini, il 5 il centromediano (prima metodista e poi stopper) il 7 e l’11 erano le ali il 9 il centravanti e il 10 era il numero magico del migliore. Nel baseball è uso comune ritirare i numeri perché spesso hanno solo un valore identificativo e possono andare da 1 a 100 (salvo il caso di Jacki Robinson e del suo 42, che dal 1997 diventò il simbolo dell’integrazione razziale tanto che ogni 15 aprile tutta Lega fa indossare a tutti i giocatori il numero 42).
Nel calcio non è così o almeno non è un’abitudine. C’è il caso di Maradona a Napoli e poco più. Pensi che il Boca Juniors che tuttora nel Barrio e nello stadio della Bombonera vende immagini de El pibe in tutte le salse si è ben guardato da ritirare la maglia numero 10. Ma ancora che senso avrebbe poi ritirare la maglia per un anno? I maligni potrebbero sostenere che tutto ciò è fatto per evitare un centenario della Fiorentina senza Antognoni ma, sinceramente, non penso sia questo il suo intento. Il centenario di una società è un fatto serio e chi, come lei in questo caso, si trova a testimoniare tanta storia ha da capire che di quella storia la sua famiglia rappresenta il 7 per cento. Nel contempo la sua società non ha brillato per simpatia.
Vari giornalisti (ma anche personaggi della società civile) mi si dice siano stati messi all’indice e inseriti in un ipotetico libro “nero”: a qualcuno è stato impedito addirittura l’ingresso al Viola Park, all’insegna di “chi non è con me è contro di me”, altri sono continuamente oggetto di attacco da parte dei soliti scellerati haters. La società ha citato in giudizio un museo che già si chiamava museo della Fiorentina per uso improprio del nome… non entro in faccende legali ma il nome Fiorentina ha cento anni, e la vera unica proprietaria è la passione viola. Per carità, spesso i giornalisti sono antipatici, spesso criticoni, spesso ci sono antipatici anche non giornalisti, ma sono tutti parte della storia della Fiorentina da tanti tanti anni.
Ho apprezzato del suo intervento il tono quasi ecumenico. Come dire stiamo tutti insieme. Ecco, vede, perché sia una festa di tutti è giusto che ci sia armonia. Provveda, signor presidente, provveda…
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