Fiorentina, qualcosa è cambiato. Tutti i segnali che fanno ben sperare
Qualcosa è cambiato non è (solo) il titolo di uno straordinario film con un monumentale Jack Nicholson ma anche, e nel nostro caso soprattutto, la sensazione che si ha ripensando alla serata di ieri. E si badi bene. Ho scritto “serata”, e non “partita”, per un motivo preciso. Tocca partire da qua, infatti. Tocca partire dalla fine e, in particolare, da quanto successo dopo il 90': la squadra sotto la curva, gli applausi ma, soprattutto, il gesto del gruppo (e in particolare di Gonçalves) nei confronti di Oulai. Il portoghese ha letteralmente spinto il ragazzino, facendo in modo che si prendesse l'ovazione. Una piccolezza, penserà qualcuno. A mio modo di vedere, uno di quei particolari da cui si giudica una squadra. Sembrano lontani (meglio adoperare ancora un minimo di cautela) i tempi dei nervosismi e dei malintesi, dei fastidi e degli egoismi. Per non parlare di com'era andata a finire l'ultima volta, con Grosso che spingeva i “suoi” calciatori a prendersi gli insulti. Son passate poco meno di due settimane, da allora. Pare una vita.
Si è vista una squadra
Qualcosa è cambiato insomma, e lo ha raccontato anche la gara. Perché diciamocelo chiaramente: fino al gol di Pellegrino era stata tutto meno che una Fiorentina esaltante. Adesso però gli episodi sembrano girare a favore e, personalmente, sono profondamente convinto che certe cose non siano esclusivamente frutto del caso. L'episodio favorevole bisogna cercarselo, meritarselo, e comunque fino a quel momento i viola avevano fatto vedere tutto quello che si era già visto a Venezia e di cui fino ad allora non c'era traccia: unione, voglia di aiutarsi, spirito di sacrificio, capacità di accettare i momenti di sofferenza. In pochissime parole: si è vista una squadra. E scusate se è poco. Certo, il gioco deve migliorare, ma com'era giusto concedere tempo a Grosso è giusto concederne a Vanoli. Anche perché, lui sì, ha detto e sta dimostrando di aver grande fiducia in questa rosa.I singoli
E così veniamo ad alcuni singoli. Uno su tutti: Pellegrino. Non riempirà gli occhi, ma con quello di ieri siamo a tre gol consecutivi. Buttategli un pallone in area insomma, mandatelo davanti alla porta, e difficilmente vi tradirà. E poi Oulai (ragazzo con potenzialità sconfinate), Gnonto (che per atteggiamento sembra un soldatino perfetto per uno come Vanoli), Njie. Ecco. Ricordo mugugni e ironie per l'investimento fatto sull'ex Toro. Forse, e dico forse perché vale sempre il discorso della calma, valeva la pena aspettare un attimo. Forse, prima di sparare, bisognerebbe almeno averli visti giocare. Lo svedese è un diamante (molto) grezzo e sul quale c'è tanto da fare, ma nel calcio di oggi gente come lui (strappo, uno contro uno, forza) è merce rara e preziosa. E poi Gonçalves. Ancora in palese ritardo di condizione ma che, pur giocando praticamente da fermo, ha messo in porta Pellegrino e ha trovato la rete. Due palloni: un assist (sprecato) e un gol. Esattamente quello che ci si aspetta da lui.Ora la condizione
Bene così insomma, con la consapevolezza di non aver assistito a chissà quale prestazione ma col ricordo (terribile) di quello che non era la Fiorentina soltanto dieci giorni fa. La strada insomma sembra essere quella giusta, e Vanoli è certamente l'uomo giusto sul piano caratteriale per evitare che questa banda di talenti si perda in chissà quale svolazzo. L'importante, adesso, è continuare a lavorare. Per migliorare sul piano del gioco, per far crescere di condizione alcuni interpreti (Atta su tutti) e per pensare finalmente ad una stagione nella quale provare a togliersi qualche soddisfazione.© RIPRODUZIONE RISERVATA