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Ecco come giocherà la Viola di Grosso. Koleosho e gli altri, un mercato complicato

Enzo Bucchioni Editorialista 
Il d.s. viola Fabio Paratici è a lavoro per consegnare quanto prima la nuova Fiorentina a Fabio Grosso

Sarà Koleosho il primo colpo del mercato viola? Possibile, probabile, ma sinceramente non lo so. Prepariamoci a un’estate lunga e complicata, i nomi che girano e gireranno sono e saranno tantissimi, più di sempre. I motivi sono tanti e li possiamo anche riassumere nel modo di fare di Paratici, un direttore sportivo molto ermetico che gioca a carte copertissime, non rivela niente e cerca di depistare, lavora su più tavoli anche per giocatori con lo stesso ruolo, è un bulimico del mercato, capace nello stesso giorno di mollare una trattativa quasi chiusa per andare su un’altra e firmare a sorpresa. Cominciate a contare i giocatori già accostati alla Fiorentina, fanno parte di questo tourbillon già iniziato. Le notizie sono sempre e solo certe al momento della firma (guardate Palestra, ultimo esempio), ma con Paratici è ancora più difficile avere certezze. I nomi arrivano da intermediari e procuratori, molto spesso l’interessamento è reale, ma può finire tutto lì. Comunque gli appassionati del genere si divertiranno perché c’è una squadra da rifare dalle fondamenta e una quarantina di giocatori da vendere fra quelli che sono tornati dai prestiti e quelli che non rientrano nei piani dell’allenatore. Altri resteranno nel limbo, verranno valutati in ritiro da Grosso e soltanto dopo saranno prese decisioni definitive. E questo vale anche per alcuni giovani già in rosa o da aggregare. Il tempo non manca, servirà pazienza e questo lo dico per i tifosi che vogliono lasciarsi alle spalle molti dei giocatori che hanno deluso e innamorarsi di altri.

Ci vuole pazienza per la rivoluzione

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Le piste sono tante. Un centravanti arriverà, con Kean o senza Kean. Paratici dovrà trovare una soluzione per Piccoli, il Parma può essere la strada. Alla Fiorentina piace Pellegrino, lo confermo, e uno scambio potrebbe essere messo in piedi. In ballo c’è pure Bernabè, ma l’anno scorso disse no alla Fiorentina che lo avrebbe preso volentieri in coppia con Sohm. Ci ha ripensato? Arriverà un portiere, ma solo se De Gea accetterà di andar via e per ora non sembra convinto. Di esterni in rosa non ce ne sono, ne dovranno arrivare almeno quattro fra titolari e seconde linee, per il 4-3-3 di Grosso. Anche a centrocampo Thorstvedt o uno con le sue caratteristiche dovrà arrivare. E pure un centrale capace di guidare la difesa. Una rivoluzione, lo abbiamo detto e ripetuto, che avrà i suoi tempi. Non ci saranno preliminari di coppe varie, l’obiettivo sarà direttamente il campionato, Grosso avrà la sua squadra non prima della fine di luglio, ma è normale così. Confermata anche la rivoluzione nei quadri societari e nelle figure attorno alla squadra, nello staff di Grosso. Ne arriveranno anche altre. A proposito, ma come giocherà la nuova Fiorentina? La immagino giovane, molto tecnica, capace di fare un calcio veloce, aggressivo, con grande identità e personalità. Il punto di riferimento è ovviamente il Sassuolo anche se Grosso potrebbe cambiare qualcosa in base ai giocatori che avrà, ma non cambierà le sue idee.

Il gioco di Grosso

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Il 4-3-3 è il modulo base. Nella fase di possesso in genere la manovra riparte dal basso sfruttando le catene di sinistra e di destra. C’è lo sganciamento dell’esterno basso che si aggiunge al centrocampo permettendo l’avanzamento di uno dei centrocampisti diventando così una sorta di 3-4-4. Ma l’esterno basso può anche sovrapporsi all’esterno alto che entra dentro il campo e cerca la soluzione individuale, il taglio o mette in moto l’esterno dalla parte opposta. In fase di non possesso, quando deve difendere, in genere Grosso ama presidiare il centro del campo con un 4-5-1, chiudendo gli spazi centralmente spinge la manovra avversaria verso l’esterno cercando di rallentare, far dilatare i tempi di gioco. Il pressing è una delle armi per cercare di recuperare appena persa la palla e verticalizzare verso il centravanti o gli esterni che si sganciano. Ho visto azioni del Sassuolo di quello che una volta si chiamava contropiede, portate con grande efficacia e coordinamento dei reparti. Un calcio che potrebbe essere l’ideale per esaltare le caratteristiche di Moise Kean, ma anche questo è uno dei nodi da sciogliere, con tanti problemi da risolvere e chiarimenti da fare. Se Kean abbraccia con entusiasmo il progetto Grosso e mette da parte tutte le questioni extra calcio, può tornare ad essere quello di due campionati fa.