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Ci vorrà tempo per la nuova Fiorentina. Serve un atto di fede sul lavoro di Paratici
Una grande supercazzola. Se volete una sintesi della conferenza stampa dei dirigenti della Fiorentina non si può andare oltre. Hanno parlato tanto per non dire niente, ma era facilmente prevedibile visto il momento della stagione e conoscendo il modus operandi di Fabio Paratici.
Il direttore sportivo viola è questo, uno che parla di lavoro, di programmi, di professionalità estrema, concreto e pragmatico, molto razionale e poco emozionale. Parla di massimi sistemi e non entra in particolari. Un’altra estrema sintesi del discorso è questa: vogliamo fare le cose per bene, mettere basi nuove e solide, non possiamo fare promesse, ma puntiamo a solide realtà. Che negli anni ottanta era poi anche lo slogan di Aiazzone.
Ai tifosi che fanno di solito domande più pratiche, che chiedono quanti soldi ci sono da spendere, chi si compra, quale squadra nascerà e quali saranno gli obiettivi, non resta che fare un atto di fede: credere in Paratici.
Lo so che non è semplice, che il calcio è quasi sempre ateo, ma da quando in società è arrivato un personaggio come questo che in virtù del suo curriculum di essere un dio del calcio forse un po’ lo pensa, non resta che puntare tutto su di lui, non far domande specifiche e soprattutto non aspettarsi risposte. Serve la massima fiducia in Paratici, bisogna fidarsi, diciamo così. Non vedo altra strada e del resto lui è stato abbastanza chiaro, anche presuntuosamente chiaro. Sarebbe sempre bene ricordare che in tutte le professioni conta quello che si farà e non quello che si è fatto, in discussione bisogna mettersi tutti i giorni, ma su uno come lui si può credere.
E’ innegabile che oggi in Fiorentina ci sia un uomo di calcio molto esperto al quale è stato chiesto di rifondare tutta la società e non è poco. Servirà del tempo, ma questo è stato detto.
Per quanto riguarda il mercato, da Kean in giù s’è capito che tutto è fluido, se arriveranno offerte interessanti e i giocatori vorranno andarsene non sarà trattenuto nessuno. Il centravanti sarà venduto se arriverà un’offerta da una quarantina di milioni, altrimenti resterà qui. Ripeto: il discorso vale per tutti.
E sulla costruzione della squadra che verrà dobbiamo fare i soliti discorsi. Sarà una formazione di personalità, capace di fare buon calcio, moderna, con identità. E di questo dobbiamo fidarci anche di Grosso che secondo me è un profilo giusto, interessante, un allenatore in carriera, uno dei migliori fra gli emergenti, se non il migliore. Non è vero però (come è stato detto) che è stato preso solo a fine campionato, se l’ha scritto a marzo uno come me che non conosce nessuno e non ha gli scudetti di Paratici, evidentemente lo sapevano tutti. A fine campionato ha firmato il contratto, questo è un altro discorso. Comunque, ottima scelta. Ora fategli la squadra.
Per il resto è stato ribadito che Paratici cambierà molto anche in società, le basi appunto, e che i Commisso non venderanno. Ma anche questo è stato detto e ridetto. Se fosse vero non lo direbbero, ovvio.
Non resta che aspettare, vedere la squadra che sarà in grado di mettere in piedi questa nuova dirigenza. Se è vero che sognare non conta, come è stato detto, è anche vero che nel calcio, nello sport, i tifosi il sogno lo devono coltivare altrimenti diventa tutto piatto, monotono e insopportabile. Razionalizzare le emozioni può essere un autogol e Paratici lo deve sapere. Le emozioni vanno esaltate e guidate, sono il carburante del calcio a Firenze.
Per quanto riguarda Antognoni non voglio dare consigli o suggerire soluzioni. La sua ferita è solo sua e sa quanto male gli ha fatto. E’ vero che la storia della Fiorentina non è di questa proprietà, ma questa proprietà l’ha voluto fuori dalla Fiorentina.
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