Franco, il rapporto con Firenze e la porta aperta per tenerlo
Le parole di Mastantuono, in prestito dal Real Madrid, confermano i segnali arrivati dai suoi atteggiamenti nelle prime partite stagionali
Oggi voglio parlare di Franco. E lo chiamo per nome non per caso o per chissà quale confidenza (che non ho) ma perché il gioiellino argentino è la miglior dimostrazione possibile di quanto andiamo predicando da tempo. Il riferimento stavolta non è tanto al campo, alle sue prestazioni, al suo modo (splendido) di giocare o a come utilizzarlo nel miglior modo possibile. No. Il riferimento è al suo essere ragazzo innamorato del pallone e (soprattutto) capace di vivere la vita come fosse un normale 19enne che ha tanta voglia di divertirsi facendo quello che gli piace e di “godersi” ogni attimo e ogni aspetto della sua nuova esperienza fiorentina.
Naturalezza
E così mi vengono in mente i tiri e i palleggi sulle spiagge della Versilia, il fatto di aver cercato e trovato immediatamente casa e di non essersi “parcheggiato” al Viola Park e, più che altro, il suo andar per la città con tutta la naturalezza di questo mondo. Un modo di essere calciatore che ci riporta parecchio indietro nel tempo, ma che è e può essere la chiave per capire cosa sia la Fiorentina e, quindi, per entrare definitivamente e reciprocamente in sintonia con questa complicatissima città. “Mi sento molto più libero in Italia, la mia vita è cambiata e sono davvero felice”, ha detto lui l'altra sera. Parole bellissime, e che valgono più di mille spiegazioni. Senza l'eccessiva pressione che può arrivare su un talento come lui in un club come il Real Madrid, e con la possibilità di fare tutti gli errori che uno della sua età deve fare per arrivare alla piena consacrazione.Spirito viola
E bastava guardarlo dopo il gol di Jimenez al Napoli per rendersi conto di quanto questa maglia gli si sia già attaccata alla pelle. Un'esultanza piena, “esagerata”, smodata, con i pugni rivolti più volte verso a tribuna. Ce lo dicevamo dopo le serate dedicate ai festeggiamenti del Centenario, quando ci chiedevamo come mai da un certo periodo in poi tra i giocatori della Fiorentina e la gente si sia interrotta quella magia che abbiamo rivissuto in quei momenti. Una delle spiegazioni sta proprio lì, in come i calciatori (ovunque, non solo qua) abbiano smesso di vivere le città. Franco no. Franco ha scelto di calarsi dentro questa realtà e, guarda caso, sembra già averne fatto proprio lo spirito. Sembra un particolare, ma non lo è.Tenerlo non è impossibile
Perché se uno è felice non può che esprimersi al meglio e perché, tra qualche mese, questo legame potrebbe anche risultare decisivo per trattenerlo. Discorsi prematuri, ovviamente, con mille variabili adesso impossibili da prevedere, ma una cosa è certa: i regolamenti permettono a Fiorentina e Real Madrid di accordarsi (dal 1 luglio in poi, quindi con l'inizio ufficiale della nuova stagione sportiva) per un nuovo prestito. Non è vero insomma, che per tenere Mastantuono bisognerà comprarlo. Coccoliamolo, quindi, continuiamo a farlo sentire felice e chissà. Magari, questo ragazzo parecchio “vintage” per approccio e modo di vivere, potrebbe anche preferire (almeno) un altro anno in viola rispetto ad un nuovo, di certo complicatissimo, capitolo in blanco.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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