Per la Fiorentina ora è il momento di pedalare insieme. E di riflettere su come rimediare a questo inizio di campionato
Fiorentina, adesso è il momento di pedalare insieme: qual è il progetto?
La festa è finita, gli amici se ne vanno… parole di Umberto Bindi, sembra la sintesi del sabato del centenario. Mentre la famiglia Commisso parla di rinascimento con un messaggio d’amore ad Antognoni, il bilancio sportivo della Fiorentina è disastroso: due partite, sette gol presi, zero fatti e zero punti. Dante Beretti, un saggio e antico dirigente sportivo, soleva dire: "Il calcio sarebbe meraviglioso se non ci fossero le partite". Come dire, si può organizzare tutto al meglio ma poi bisogna andare in campo.
Qual è il progetto tecnico-tattico?
E allora? Questa squadra non può essere così brutta come sembra ma tocca a Fabio Paratici e a Fabio Grosso. La collaborazione tra i due è essenziale. Uno ha scelto l’altro. Si suppone che abbiano studiato una strategia insieme, con operazioni di mercato condivise. L'obiettivo era quello di conferire alla squadra un equilibrio e quindi un gioco. Certo, la vicenda Kean non ha aiutato, ma ciò che si vede in campo è incomprensibile. La squadra appare scollegata, disarticolata. Non accenna ad alcun pressing, subisce il possesso palla degli avversari, non dimostra organizzazione difensiva. Davanti s’arrabatta ma raramente dimostra di saper liberare al tiro qualcuno davanti al portiere avversario. Allora sembra come non ci fosse un progetto tecnico-tattico.I prodromi di una crisi
Il risultato è che mentre Paratici intavola trattative su trattative per rinforzare la Fiorentina, Grosso ha già sperperato molto della sua credibilità tanto che qualcuno già sta sponsorizzando il ritorno di Paolo Vanoli. Tutto ciò finirà per mortificare l’autostima dei giocatori. Insomma, ci sono tutti i presupposti per una crisi. Roma poteva essere un incidente, quella con il Frosinone e’ una conferma pericolosa. Tocca a Paratici. Kean o non Kean, la priorità ora è la squadra e soprattutto Grosso. Uno dei più esperti tra gli ospiti intervenuti alla “festa” ci ha confidato: ora è il momento di pedalare insieme. E di riflettere. In un momento del genere con una squadra non ancora squadra, dopo zero gol fatti e pur di fronte a quaranta milioni di “ragioni” è davvero opportuno far partire Kean?
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