Viola News Esclusive Beto, un altro 9 "pesante" alla Fiorentina? Cosa ci dicono i tre anni all'Everton

Beto, un altro 9 "pesante" alla Fiorentina? Cosa ci dicono i tre anni all'Everton

Niccolò Meoni
Con un Kean in uscita, Fabio Paratici sembra aver rotto gli indugi su Beto: vediamo com'è andato all'Everton e come si inserirebbe in viola

La Serie A è un campionato estremamente conservativo, che raramente si apre alle soluzioni rischiose sul mercato. Proprio per questo il campionato italiano ha un'attrazione fatale per i profili emigrati all'estero in difficoltà. E così perso Moise Kean (o quasi), Fabio Paratici ha tentato di portare a Firenze Josha Zirkzee, ma senza successo, per ora. L'alternativa, che sta prendendo quota, è quindi un'altra vecchia conoscenza italiana, Norberto Bercique Gomes Betuncal, più semplicemente Beto.

Come sta andando all'Everton

Beto dopo le buone annate ad Udine è stato scelto dall'Everton nell'estate 2023 per risollevare le sorti offensive dei Toffees. L'Everton nell'estate 2023 aveva un tremendo bisogno di un centravanti prolifico, viste le croniche difficoltà fisiche di Dominic Calvert-Lewin, un altro che è stato accostato alla Fiorentina in passato. Con Sean Dyche in panchina l'obiettivo era chiaro, centrare la salvezza, ma l'attacco ristagnava. Beto è arrivato nel in un contesto complesso, con l'Everton che fino al suo arrivo non aveva ancora segnato in Premier League dopo 3 gare. Ha iniziato bene, segnando in Carabao Cup, ma ben presto è stato relegato in panchina. Dyche preferisce dei centravanti da battaglia, sviluppando il proprio gioco sulle palle aeree e sui duelli, come del resto ha sempre fatto in carriera. Beto è diventato quindi un sostituto di lusso, nonostante i quasi 30 milioni sborsati per lui.

L'arrivo di Moyes

Con Dyche la musica non è cambiata anche nella seconda stagione. Il bilancio con l'ex tecnico del Burnley è di 42 match e 4 sole reti. Tutto è cambiato però con il ritorno di David Moyes, rientrato a "casa" l'11 gennaio 2025. La cura dello scozzese ha dato i suoi frutti per tutti i Toffees, ma anche per Beto. Complici gli infortuni del solito Calvert-Lewin, Beto è diventato il titolare, ed ha iniziato a segnare con una buona continuità (7 reti in 14 match, uno ogni due). La chiave è stata il cambio di stile, con Moyes che predilige una squadra reattiva soprattutto sulla profondità. Lo stesso attaccante portoghese naturalizzato guineense ha sottolineato il proprio switch: "A Moyes piace farmi giocare come so fare. Correre in profondità è una parte fondamentale del mio gioco e anche la squadra sta giocando meglio ora". La scorsa stagione è stata quella della convivenza con Thierno Barry, attaccante francese arrivato dal Villarreal per 30 milioni. La trequarti di grande qualità, composta da Ndiaye, Dewsbury-Hall e Grealish crea gioco ed occasioni. Beto ha chiuso l'annata con 9 reti, mentre Barry 8, entrambi cresciuti nell'arco della stagione. Alla fine però l'Everton punta sul futuro, su Thierno Barry. E così nella pre-season e nelle prime due di Premier è l'ex Villarreal che si è preso il posto, con Beto destinato alla cessione. In queste ore la dirigenza Friedkin sta portando avanti una trattativa sorprendente, ovvero quella del ritorno di Richarlison, ormai di troppo al Tottenham di De Zerbi. L'equazione è semplice, dentro il brasiliano, fuori Beto. Qui i suoi numeri nella sponda blu di Liverpool. Fonte Sofascore.com
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Come giocherebbe alla Fiorentina

Le caratteristiche di Beto sono nettamente diverse da quelle di Pellegrino. L'argentino predilige la lotta, il gioco spalle alla porta e gli amatissimi colpi di testa. Beto invece ha o sguardo rivolto verso la porta, nonostante i suoi 193 centimetri è lo scatto in profondità la sua qualità migliore. Vedere il gol alla Lazio all'Olimpico nel 2021/22 per credere. Il guineense è una punta da servire nello spazio, efficace negli ultimi metri. Lo scorso anno Beto ha segnato 9 reti, fra spizzate di testa, ribattute e corse in profondità. Non è mai stato un centravanti da 20 gol a stagione, ma continuo sottoporta, ed in grado di stressare le difese con i propri movimenti. Con Ndiaye e Grealish i lanci lunghi e le palle negli spazi non mancavano. Viene semplice pensare che anche in un eventuale incastro viola, i vari Mastantuono ed Atta potrebbero trovarlo con facilità, senza però potersi appoggiare a lui come con Moise Kean. Sarà Beto il colpo in canna di Fabio Paratici?
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