Viola News Esclusive Alessandro Segato: "Il ricordo del babbo lo devo ai tifosi. Vanoli, un merito su tutti"

Alessandro Segato: "Il ricordo del babbo lo devo ai tifosi. Vanoli, un merito su tutti"

Paolo Mugnai
I ricordi e gli auguri di Alessandro Segato, figlio di Armando, nella rubrica di Violanews dedicata al Centenario della Fiorentina

Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa trentanovesima puntata la nostra redazione ha contattato Alessandro Segato, figlio di Armando. Armando Segato detto il “Barone” (Vicenza, 03.05.1930-Firenze, 19.02.1973), Centrocampista, alla Fiorentina dal 1952/53 al 1959/60 con 256 presenze (231 con 16 reti in Serie A, 7 con 1 rete in Coppa Campioni, 4 in Coppa Grasshoppers, 3 nella Coppa dell’Amicizia Italo-Francese e 11 con 3 reti in Coppa Italia). Ha vinto uno scudetto nel 1956 e una Coppa Grasshoppers nel 1957. Presenze in Nazionale: 20. Esordio in Serie A il 09.11.1952: Triestina-Fiorentina 1-1.

Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?“Sono un tifoso vero e sono molto contento del ritorno di Vanoli perché ha dimostrato di essere attaccato alla nostra maglia. In questo calcio che va dietro solo ai soldi, fa piacere vedere un allenatore che crede ancora in certi valori. Ho molta fiducia in Paratici, che mi sembra molto preparato. Penso che a brevissimo la Fiorentina tornerà a essere quella che tutti noi ci aspettiamo. Credevo che Grosso avesse una competenza diversa, doveva riuscire a plasmare questi giovani e non bocciarli subito. Un grandissimo merito di Vanoli è che riesce a entrare nella testa dei giocatori. Era un giocatore molto passionale e lo è anche da allenatore”.

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Un ricordo?“Avevo solo 2 anni quando mio padre si è ammalato e 6 quando è morto. Il mio ricordo nasce da quello che mi è stato raccontato dai miei familiari e da chi lo aveva conosciuto. Quando ero un ragazzino, i tifosi che incontravo me ne raccontavano le gesta come giocatore e come persona. Tutti ne avevano un ricordo di uomo educato, gentile, rispettoso. A volte delle persone mi raccontavano episodi fuori dal contesto calcistico e l’immagine che ne veniva fuori era sempre quella di un uomo col sorriso. A tutti questi tifosi io sarò sempre grato, perché sono cresciuto senza il babbo, ma il mio ricordo di lui si è costruito anche grazie a loro”.

Il pensiero per il Centenario?“Mi è dispiaciuto, per tutta la squadra del ’56, che non sia stata ricordata durante la festa del centenario allo stadio. Il presidente della Fiorentina mi sembra una persona buona, ma quando organizzi queste cose dai incarico a una società esterna e a volte le cose non riescono bene. Noi familiari di ex viola eravamo in tribuna perché avevamo ricevuto l’invito, ma è stata una cosa molto deludente. Hanno chiamato in campo i giocatori vivi, e questo va bene, ma tutti si aspettavano anche solo un piccolo filmato, qualche immagine in cui facessero vedere la squadra che vinse il primo Scudetto con 12 punti di vantaggio, che disputò la finale della Coppa dei Campioni e invece… Io avevo accanto tanti parenti di altri ex viola e ci sono rimasti male. È stato brutto e non lo dico tanto per il mio babbo, ma per tutta quella squadra che avrebbe meritato almeno un piccolo spazio. Se non ricordi il passato, come fai a costruire il futuro?”

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