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Ex viola, il racconto di Gondo: "Volevo smettere. Per i fisioterapisti ero finito"

Redazione VN
L'ex viola Cedric Gondo racconta il suo duro momento in Grecia

Cedric Gondo, attaccante con un passato nelle giovanili della Fiorentina, ha raccontato il duro periodo nel campionato greco, alle prese con continui infortuni:

Sai, sei un ragazzo e i fisioterapisti che ti curano ogni giorno dicono "non so se continuerà a giocare, meglio per lui se smette". Mentalmente mi hanno distrutto, ero morto. Non ce la facevo più, volevo tornare a casa in Italia (era in Grecia, all'Asteras Tripolis, ndr), non mi interessava dei soldi. Mio fratello non ci credeva e mi diceva che sarebbe passato, ma io non ne uscivo e volevo smettere. Lì ho capito che la testa è tutto.

Dal 2023 Cedric ha giocato con la maglia della Reggiana, con la quale ha saputo risollevarsi. 90 presenze e 15 gol per un ragazzo che, a vent'anni, ha paventato l'idea di appendere gli scarpini al chiodo. Oggi è svincolato, sente di avere molto ancora da dare e racconta a Gianlucadimarzio.com:

Una volta uscito dal settore giovanile della Fiorentina, il salto con i grandi è stato pesante. La prima esperienza è stata a Terni. Faticavo a esprimermi. Volevo dare di più, ma non ce la facevo. E invece di aiutarmi, i compagni più anziani se la prendevano con me. Ero solo un ragazzo, non avevo gli strumenti per gestire quella situazione. Era frustrante. Mi trovavo in spogliatoio a piangere. Le lacrime uscivano da sole. Lente, sul mio viso. "Perché non mi capiscono? Cosa sto sbagliando?". Continuavo a chiedermelo. Poi sono andato in Grecia con l'obiettivo di rilanciarmi e tornare al più presto, ma ho avuto problemi di altra natura.
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La Fiorentina

A notarmi fu Renato Candier, l’osservatore viola. Un uomo speciale per me. È stato lui a venirmi a prendere per trasferirmi a Firenze. Mi sembrava di vivere un déjà vu. Io triste e da solo che salutavo i miei amici per una nuova pagina di vita. E quella pagina nascondeva un impatto traumatico. Ero abituato a stare in casa con otto fratelli, il rumore, le persone. Mi sono trovato solo in un convitto. Dopo il primo allenamento sarei voluto tornare a casa. “Mamma, non so se ce la faccio a rimanere”. “Cedric, hai preso questa decisione. Ora la porti fino in fondo”. Aveva ragione.

Calciatori giovani speranze

Lo rifarei? Sì. Questo non significa che sia stata un’esperienza positiva in tutte le sue sfumature. L’aspetto più difficile da gestire non sono state le telecamere, ma una volta che il programma era uscito. Nessuno ci aveva preparato al dopo, al successo, alla fama. Non era il nostro mondo, noi volevamo solo giocare a calcio. “Tu sei quello di Mtv”. “Mi fai un autografo”. Ecco, tutto questo non sapevamo come affrontarlo. Era tutto più grande di noi. Ma ogni esperienza aiuta. E chi mi ha incontrato negli anni successivi, ha conosciuto un ragazzo diverso. Maturo, serio, professionale.
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