"Riscoprii i valori genuini del calcio di provincia. Quelle squadre contro di noi davano l’anima, per loro era come sfidare il Real Madrid"
Di Livio duro: "Non mi piacciono i giocatori di oggi. Non c'è attaccamento"
L’ex Fiorentina Angelo Di Livio ha ricordato il fallimento del club e la sua decisione di restare a Firenze:
«Fu un trauma. Cecchi Gori continuava a darci speranza, ci diceva che la situazione si sarebbe risolta. Ma alla ventesima volta che lo disse capimmo che eravamo spacciati». Dopo il rientro dal ritiro, il centrocampista chiamò Giovanni Galli: «Se volete, contate su di me. Io resto».
Di Livio ha ricordato con affetto anche la stagione in Serie C2:
«Riscoprii i valori genuini del calcio di provincia. Quelle squadre contro di noi davano l’anima, per loro era come sfidare il Real Madrid. Ma c’era grande correttezza, tanto rispetto».
Infine, una critica al calcio moderno:
«Non mi piace l’atteggiamento dei giocatori di oggi, non vedo più attaccamento».
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