Viola News Social Ziliani attacca: "Lo strano caso di Paratici. 150 milioni per essere ultimo"

Ziliani attacca: "Lo strano caso di Paratici. 150 milioni per essere ultimo"

Redazione VN
Il duro attacco a Fabio Paratici e alla Fiorentina dell'ex calciatore e giornalista Paolo Ziliani

L'ex calciatore e giornalista, Paolo Ziliani, non ha avuto mezze misure nel commentare la Fiorentina, Paratici e Grosso. Le sue parole pubblicate sul suo profilo Palla Avvelenata su Substack:

Lo strano caso di Fabio Paratici, il dirigente super squalificato che dopo i danni fatti al Tottenham è arrivato a Firenze per riportare la Viola in Europa League: 150 milioni spesi per essere ultimo, Kean ceduto per imbarcare due doppioni come Pellegrino e Beto, squadra follemente sbilanciata, Grosso già in tilt, la gaffe di Fagioli che mette un like alle critiche all'allenatore, l’imbarazzo per l'acquisto di A. Jimenez, la censura alle domande dei giornalisti: e domani arriva il Torino per la sfida tra ultime in classifica. Siamo allo psicodramma. Nel giorno del centenario la Fiorentina perde in casa col Frosinone - ho detto col Frosinone - 3-0, rovescio che segue al 4-0 rimediato all’esordio contro la Roma all’Olimpico, e mentre la squadra se ne va mestamente sotto la curva a farsi squassare dall’uragano di fischi dei tifosi imbestialiti (pensavano che l’avvio di stagione di un anno fa con Pioli fosse stato il punto più basso mai toccato dalla Viola, ma si sbagliavano), l’allenatore Grosso gira i tacchi e s’infila nel tunnel che porta agli spogliatoi. Considerando il drammatico inizio di campionato - due sconfitte, zero gol fatti, 7 subiti - tutti si aspettano che Fabio Paratici, nuovo plenipotenziario viola, si presenti ai microfoni delle tv per invitare alla calma, spiegare il perchè del traumatico avvio e confermare la fiducia nell’allenatore; invece, come già a Roma, il nuovo d.s. non si fa vedere. “Io e Grosso siamo in perfetta sintonia”, non si è mai stancato di ripetere nel lungo avvicinamento alla stagione; deve però trattarsi di una sintonia un po’ sui generis se è vero che di lì a poco, a una domanda su Moise Kean non schierato contro il Frosinone perchè in procinto di essere ceduto, l’ex allenatore del Sassuolo davanti a taccuini e telecamere risponde: “Se l’avessi avuto a disposizione, avrebbe giocato”. Accolto a Firenze come fosse Mosè con le tavole dei Dieci Comandamenti, l’ex dirigente della Juventus - nonchè prediletto di Sua Maestà Andrea Agnelli che per lui sacrificò Beppe Marotta ritenuto dirigente obsoleto - in questa nuova avventura sembra essersi incartato già al pronti via. E anche se i 30 mesi di squalifica, rimediati alla Juve per malefatte che in un calcio serio avrebbero dovuto condurlo alla radiazione, potrebbero averlo un po’ arrugginito (ma neanche tanto: ebbe infatti l’okay per continuare a lavorare sia pure sotto traccia per il Tottenham che infatti visse la più infausta stagione della sua storia evitando la retrocessione in Championship solo all’ultima giornata), anche considerando l’attenuante, dicevo, Paratici sembra aver combinato un guaio grosso, anzi Grosso come una casa. Forte della totale mancanza di competenza calcistica della proprietà, cioè di Giuseppe Joseph Commisso, il figlio di Rocco divenuto presidente alla scomparsa del padre avvenuta il 16 gennaio scorso...
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