Fiorentina-Grosso, strascichi giudiziari? L'avvocato: "Vi spiego la situazione"
Su gazzetta.it si fa il punto della situazione riguardo alla fine del rapporto tra la Fiorentina e l'ormai ex tecnico gigliato, Fabio Grosso. Un caso che tiene banco e che rischia di finire il tribunale. Domenica sera l’allenatore è stato esonerato dopo una giornata densa di discussioni e di conflitti e adesso l’ufficio legale del club sta valutando se ci siano gli estremi per procedere a un’azione disciplinare, che è il primo passo per arrivare al licenziamento per giusta causa.
A tal proposito è stato contattato l’avvocato Angelo Cascella, esperto di diritto sportivo e per dieci anni Arbitro del Tas di Losanna, che ha spiegato: "L’allenatore è un lavoratore subordinato e il club è obbligato a corrispondergli lo stipendio anche dopo l’esonero per tutta la durata del contratto. Diverso il discorso del licenziamento: il primo passo è la contestazione degli addebiti disciplinari da parte del club, a cui il tecnico può rispondere con una memoria difensiva. Se il club non la ritiene soddisfacente può licenziare l’allenatore, che a sua volta può rivolgersi al Giudice del Lavoro competente".
Continua Cascella: "L’allenatore può essere licenziato per gravi inadempienze contrattuali, per comportamenti che danneggiano l’immagine della società e per atti violenti". Quindi l’allenatore viene tutelato dalla legge e la società ha degli strumenti per mandarlo via senza pagarlo più, ma le sue argomentazioni devono essere supportate da fatti forti e gravi e ripetuti. Alcuni comportamenti rientrano nel normale confronto dialettico con le società, mentre diverso è screditare il club per cui si lavora o rifiutarsi di svolgere la propria funzione senza una motivazione valida.
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