De Paul, il jolly seguito e poi sfumato. E Castrovilli <i>ringrazia</i>
Premessa: l'abbondanza di talento non può che essere un vantaggio per ogni allenatore. Lo avranno pensato anche i dirigenti viola che, la scorsa estate, hanno provato a lungo ad acquistare Rodrigo De Paul dall'Udinese. Sabato pomeriggio sarà avversario, ma se le cose fossero andate diversamente, la sfida l'avrebbe giocata con la maglia viola. Pradè, facendo leva sui buoni rapporti con la famiglia Pozzo, ha portato avanti la pista di mercato ma oltre trenta milioni non hanno convinto i friulani a cedere il giocatore la scorsa estate.
Torniamo un po' indietro nel tempo. L'idea della società era di costruire un gruppo che potesse rendere al meglio con il 4-3-3. Davanti, insieme a Vlahovic e Chiesa era previsto l'impiego di Ribery. De Paul, giocatore offensivo ma estremamente duttile, avrebbe fatto l'interno a metà campo con Badelj in regia e Pulgar dall'altra parte. A questo punto è lecito porsi una domanda: ma se fosse arrivato l'argentino, quanto spazio avrebbe avuto Castrovilli? Per onestà bisogna ammettere che Montella, dopo qualche seduta di lavoro a Moena, aveva deciso di confermare Gaetano e di non mandarlo ancora in prestito. Certo è che, nelle sue scelte, avrebbe dovuto tener presente anche le logiche economiche: la Fiorentina mai si sarebbe potuta permettere di tenere fuori un giocatore pagato oltre trenta milioni. Di se e ma sono piene le valli, però non è un'eresia immaginare che Castrovilli sarebbe stato chiuso e, almeno in partenza, avrebbe avuto meno occasioni di mettersi in mostra
Oggi De Paul è nel gruppo della Nazionale argentina, perfino come titolare. A Udine porta la fascia di capitano e fino ad oggi ha segnato cinque gol e realizzato due assist decisivi. Ma l'annata non era nata sotto i migliori auspici. Rimediò tre giornate di squalifica per un'espulsione contro l'Inter, nata da una provocazione di Candreva. Nervosismo dettato dal mancato addio? Resta un'ipotesi. Come la panchina alla prima giornata contro il Milan. Il giocatore però ha ritrovato ben presto l'entusiasmo: a ottobre ha firmato il rinnovo fino al 2024 che però non esclude la cessione a giugno. Sabato sarà avversario, ma chissà se nel suo futuro ci saranno altre sfide fra viola e bianconeri. E, nel caso, chissà con quale maglia.
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