Le parole di Paolo Vanoli in conferenza stampa
Vanoli (conf): "Non sono qua per rivincita. Questa la Fiorentina che voglio"
L'allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria contro il Venezia. Queste le sue parole:
Si era chiuso un capitolo, sono stanco di parlarne. Ora è iniziato un prospetto futuro, con una rosa completamente nuova. In questo prospetto futuro bisogna costruire un'identità. Nella gioventù si possono fare degli errori, ho fatto 9 anni in nazionale con i giovani. Quando ho ricevuto la chiamata son venuto carico, perché i giocatori son forti. Però, la cosa più importante, prima, è diventare squadra e mettere la qualità a servizio dei compagni. Sono stati bravissimi, perché sotto di uno, per la prima volta ho visto una squadra lucida. Sono contento per loro e per il risultato. Oggi inizia, come dico io, un piccolo mattoncino. Vogliamo regalare qualcosa di importante a Firenze e mi prendo la responsabilità di questo.
Sulla squadra
Credo tanto in questa squadra, poi ovviamente la strada è lunga. Stasera hanno fatto vedere che se si mettono a servizio della squadra, se si sacrificano, le qualità vengono fuori.
Sulla passata stagione
Sono situazioni completamente diverse, è quello che cercavo di farvi capire anche lo scorso anno. L'obiettivo primario l'anno scorso era salvarsi e fare il centenario in Serie A. Oggi è proprio un'altra pagina. Avevo detto: "Se rimango voglio una Fiorentina così" e questa è la base. Oggi avevo chiesto delle cose ai ragazzi e sono stati bravi. I nostri tifosi ci devono aiutare a portare avanti questo momento.
Sulle parole al Corriere dello Sport
A me questa squadra mi entusiasma. Poi so le difficoltà che ci possono essere, ma il leader devo essere io e aiutarli a crescere. Quando prendi giocatori così, come Mastantuono che è un 2007, di categoria, c'è da fare i complimenti alla società. Quando sono andato via mi hanno sempre dato un sostegno importante, per questo quando mi hanno richiamato ho fatto la valigia di corsa. Non voglio più parlare di salvezza, perché serviva l'anno scorso. Oggi, questi ragazzi, se lavorano, possono togliere delle soddisfazioni a Firenze.
Su cosa ha provato dopo la chiamata di Paratici
Io non rosico. Penso che la società ha lavorato perché aveva in mano questa opzione. Ho sempre detto che, l'unica cosa che mi ha dato un po' fastidio, è stata quella di darsi la mano a fine stagione, senza farmi rimanere lì ad aspettare. Non sono qua per una rivincita, perché sarei un presuntuoso, ma perché ci credo fortemente in questa squadra. Con loro ci si può divertire. Dobbiamo costruire un'identità. Ci vorrà del tempo, ma in prospettiva futura si possono fare cose importanti. La cosa fondamentale di ora era far capire ai giocatori chi erano i loro compagni e stasera si è visto.
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