Viola News Esclusive Vanoli ha acceso la Fiorentina: tiri fuori tutto il potenziale. Non sono d'accordo su Oulai

Vanoli ha acceso la Fiorentina: tiri fuori tutto il potenziale. Non sono d'accordo su Oulai

Matteo Magrini
Tre indizi (o partite) non fanno una prova ma il miglioramento della Fiorentina di Vanoli è chiaramente visibile. Ora si può anche rischiare qualcosa

Tre indizi non fanno (ancora) una prova, eppure, ripensando alle prime partite targate Paolo Vanoli, non si può che guardare al futuro con speranza e (moderato) ottimismo. Perché è vero, né Venezia né Pisa possono essere considerati test particolarmente complessi, ma già quella col Napoli era partita tosta e resa ancor più difficile dal fatto di essere andati, tanto per cambiare, in svantaggio. E' proprio questo, il punto. L'aver reagito, esattamente com'era successo sette giorni prima al Penzo, vale già come segnale più che confortante. E basta ripensare a com'era andata con Frosinone e Torino per capire di cosa stiamo parlando. E poi ancora: la capacità di soffrire, la voglia di provarci fino alla fine, il saper stare dentro la gara per tutti i 90', l'esultanza del gruppo (ma l'avete visto Mastantuono?) al gol di Jimenez. Nel giro di una decina di giorni insomma, il mister è entrato nel cuore e nella testa di questi ragazzi e ne ha tirato fuori un'anima. Il resto, si spera, verrà poi.

Errori e rimedi

Già. Perché era e resta verissimo che dopo una rivoluzione come quella andata in scena quest'estate non si potesse pretendere che la Fiorentina mostrasse fin da subito un marchio di gioco chiaro, preciso e perfettamente funzionante ma cuore, carattere e anima (appunto) potevano e dovevano emergere immediatamente. Come è andata si sa, e ormai non ha nemmeno senso star qua a chiedersi il come e il perché. Le uniche certezze sono che Fabio Paratici aveva clamorosamente sbagliato scelta e che, al contrario di quanto fatto dodici mesi fa da un'altra dirigenza, ha rimediato praticamente subito al suo errore. Meglio così, anche perché il diesse e Vanoli hanno un rapporto franco e continuo e quando due menti aperte al confronto s'incontrano, si sa, non può che venirne fuori qualcosa di buono. E qua vale la pena ribadire i meriti dell'allenatore. Tornato con una carica d'entusiasmo incontenibile, Vanoli si sta dimostrando capace di evolversi (soprattutto sul piano della comunicazione) e il prossimo passo sarà tirar fuori dal motore della rosa tutti i cavalli possibili.
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I prossimi gradini

E così veniamo ai prossimi gradini da salire. Il primo, e più importante di tutti: inserire Oulai. Il tecnico ha spiegato benissimo come mai ancora non l'abbia lanciato tra i titolari ma da questo punto di vista non mi trovo d'accordo. Mi spiego: il ragazzino avrà certamente un'istintività che lo porta a “squilibrare” un po' la squadra ma dato che il destino (mi auguro) è scritto e lo vuole in campo dall'inizio rimandare il suo inserimento ha poco senso. Meglio iniziare subito, anche a costo di pagare qualcosa in termini di punti, per trovarsi il prima possibile un giocatore che a mio parere, per qualità e caratteristiche, in Serie A potrà fare più o meno quello che vuole. Un po' come Dragusin (e in questo caso Vanoli è stato bravissimo a non tirarlo fuori), e per quanto mi riguarda lo stesso vale per Valdepenas. Il senso è: mettiamo da parte la prudenza, e visto che nessuno pretende chissà quale traguardo immediato e considerato che nemmeno ad impegnarsi si corre il rischio di ritrovarsi in una situazione simile all'anno scorso iniziamo da ora a investire sulla crescita di questi ragazzi. Aspettare insomma, non sarebbe altro che tempo perso.

Il feeling ritrovato

Nel frattempo, godiamoci il feeling ritrovato tra squadra e tifosi (bellissimo l'abbraccio finale di domenica) e proviamo a sfruttare questa lunghissima sosta per ritrovare (ma sarebbe meglio dire trovare...) un pizzico, almeno un pizzico, di equilibrio. Alla ripartenza insomma, cerchiamo (tutti) di vivere partita per partita, senza tirar fuori il mitragliatore alla prima difficoltà e senza illudersi di aver per le mani una Fiorentina da Champions. Le realtà è che questa è una squadra dall'enorme potenziale ma che, come tutti i “prototipi”, andrà inevitabilmente incontro a “guasti” o “rotture”. Basta saperlo, augurandosi ovviamente che società e allenatore abbiano però bene in mente quale sia l'orizzonte (più o meno lontano si vedrà) verso il quale nuotare.
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