Vanoli e i mattoncini della Lego
L’Atalanta ormai non ha più nulla di Gasperini, ma ha ancora troppo poco di Sarri, oltre a un’infermeria affollata. Così gli orobici cominciano in grande difficoltà, dando l’impressione che sia merito della Fiorentina. Purtroppo i viola hanno poco del Vanoli 1, quasi nulla di Grosso e pochissimo del Vanoli 2. È una squadra che si prodiga cercando di fare gioco, ma difficilmente arriva al tiro. Ci riesce Njie di testa, pareggiando il gol di De Ketelaere, che aveva approfittato della solita palla persa da Fagioli.
Ma il peggio doveva ancora arrivare. Un tiraccio di Joao Mario trova una “sanguinosa” deviazione e beffa Carnesecchi: non par vero, la Fiorentina è in vantaggio. L’illusione, però, dura il giusto. Ancora una difesa “debosciata”, larga, quasi fantasma. Valgono a poco i due o tre interventi importanti di De Gea e arriva il solito “golletto”. Zalewski, in assoluta libertà, piazza il pallone del 2-2, gettando lo stadio nello sconforto.
Ma ciò che preoccupa è che Paolo Vanoli sembra subire passivamente questa situazione. Si ostina a proporre lo stesso modulo: due esterni e un centravanti, mentre il centrocampo soffre gli avversari, non sa fare filtro e non protegge i difensori. Vanoli sostiene che a ogni partita si continui ad aggiungere un mattoncino… ma si rende conto che aver subito ventuno gol è come il crollo delle mura di Corinto? Altro che mattoncini. Lui giustifica tutto dicendo che ci sono cali di tensione, ma che “siamo sulla strada giusta, del resto il progetto ha bisogno di tempo”.
La Fiorentina ha cinque punti in classifica e ventuno gol subiti, che potevano essere ancora di più, dopo nove giornate. È sul fondo della classifica. Il tempo a disposizione si sta esaurendo rapidamente. Lui, Vanoli, quasi imperturbabile, continua come se fosse il rappresentante della Lego. I suoi mattoncini sono questi: mettere in punizione Fagioli e, a tre minuti dalla fine, togliere Pellegrino e Mastantuono per Beto e Pedro Gonçalves. Perché? È come puntare tutto sullo zero quando ti è rimasta solo una fiche. Perfino Paratici perde la calma, mostrando tutta la sua delusione.
Vanoli sostiene che la squadra è giovane e che il programma della società si sviluppa nell’arco di quattro anni. Ma a che servono i mattoncini se la Fiorentina non si sbriga a tirarsi fuori dalla lotta per non retrocedere? Questo modo di giocare è sbagliato. Questo piano tattico non si adatta agli uomini che Vanoli ha a disposizione. E non aver vinto contro i “resti” dell’Atalanta ne è la dimostrazione più lampante. Mattoncini a parte.
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