Viola News Esclusive Un difensore centrale e un centrocampista. Ecco cosa serve per completare la Fiorentina

Un difensore centrale e un centrocampista. Ecco cosa serve per completare la Fiorentina

Enzo Bucchioni
Su quali ruoli serve intervenire a gennaio per completare la rosa della Fiorentina

Tutto ruota attorno a un concetto molto semplice, ma fondamentale, espresso anche dai giocatori viola nelle recenti interviste: dobbiamo diventare squadra. La Fiorentina deve diventare squadra. Un lavoro che si dovrebbe fare in ritiro, ma Vanoli ovviamente non c’era. Un lavoro complesso perché molti giocatori sono arrivati nelle ultime ore di mercato. Un lavoro che il nuovo tecnico sta cercando di fare dal primo giorno del subentro, ogni giorno, cercando di passare uno dopo l’altro tutti i suoi principi di gioco, dal pressing alle posizioni, dalle rotazioni alle diagonali.

Quei due o tre amici che mi seguono e anche gli altri che sbavano perché non possono più sfogare le loro frustrazioni nei commenti, sanno bene che uso la metafora delle rotelline dell’orologio che devono girare armonicamente una con l’altra, la più piccola con la più grossa, per segnare l’ora esatta. L’ora esatta è la squadra. Le rotelline della Fiorentina girano ancora troppo per conto proprio. C’è del talento che sfocia nell’individualismo, c’è della gioventù ingenua, c’è l’adattamento al calcio italiano sempre difficile per tutti. A qualcuno devi togliere ad altri aggiungere. Un lavorone.

Non per sadismo Vanoli ha dato pochi giorni di riposo, sta approfittando di questa lunga sosta per lavorare duramente sul campo. Ci sono tanti giovani, in genere i giovani sono più ricettivi, dicono gli allenatori. Forse questo può accelerare il processo di quella che veniva definita amalgama da un noto pittoresco presidente degli anni sessanta. E l’amalgama non si compra, ma si costruisce.
L’amichevole con il Signa, con tutto il rispetto del Signa ovviamente e la tara ai concetti, ha fatto vedere buona gamba e buone dinamiche.

Vanoli lavora su un calcio diverso da quello dell’anno scorso che aveva un unico obiettivo: fare ciccia per salvarsi. Oggi sta chiedendo altre cose, la fase difensiva sempre blindata il più possibile, di questo è uno specialista, ma concetti diversi. La linea di difesa dovrà stare più alta e accompagnare l’azione. Uno dei due esterni a turno si sgancerà per le catene (s’è visto bene col Signa con Dodò e Jimenez), uno dei centrali dovrà lavorare con Fagioli (il play) per far ripartire l’azione. Tanti concetti come i tempi di sganciamento di un centrocampista e le rotazioni, i movimenti del centroavanti, i tagli degli esterni d’attacco. Robe che si sono viste poco e soprattutto poco coordinate, nelle prime tre gare dell’era Vanoli. Un impegno grosso è il pressing. Appena persa palla tutti dovranno andare alla riconquista in modo coordinato e non singolarmente come s’è visto finora. Gli attaccanti dovranno essere i primi e non sarà facile riconvertire gente come Mastantuono o Njie che tornano, ma con i tempi sbagliati. Succede ai geniali.

Caricamento correlate...

Servirà tempo, ma sicuramente queste settimane, anche senza i nazionali, ci restituiranno una squadra migliore perchè se crei una base poi è più facile inserire gli altri. Dal punto di vista dell’organico in attacco ci sono due centroavanti che mostreranno ancora di più il loro valore quando il concetto dei tempi di movimento di squadra si armonizzerà. Pellegrino e Beto hanno buone e diverse qualità. Gli esterni, compreso Gnonto, hanno grande tecnica, devono imparare a giocare con gli altri, ma ci sono soluzioni e grandi margini di crescita. E poi c’è Goncalves che esterno non è, ma ci può giocare per poi accentrarsi. E’ indietro atleticamente, non ha mai avuto un gran fisico, lo chiamano Pote (pentola) non a caso. I piedi però sono buoni.
Anche gli esterni bassi non mancano. E’ vero che sulla sinistra Valdepenas fatica nella fase difensiva, è un po’ acerbo, ma è una soluzione come s’è visto col Napoli. Viery è un’idea difensivistica, anche lui deve crescere. Nel Milan ho visto spesso Jimenez giocare da quella parte, era il vice Teo Hernandez. Vanoli non l’ha ancora provato, ma il ragazzo ha personalità, a volte anche troppa. Ho qualche dubbio su Joao Mario, ma c’è. All’occorrenza, visto che la Fiorentina lo paga, può tornare buono anche Dodò.

Invece i due problemi che vedo io, da risolvere a gennaio per avere un organico completo, sono a centrocampo e in difesa. In mezzo, anche numericamente, cinque sono pochi. E poi manca un centrocampista di gamba, capace di strappare, di fare spazio. Parliamo sempre di Thorstvedt non a caso. E se il Sassuolo non lo vuol dare alla Fiorentina neanche a gennaio, un altro con queste caratteristiche si deve trovare. In difesa manca una guida, un leader vero, dai tempi di Gonzalo. Paratici ha preso Dragusin che è un marcatore e Viery che magari diventerà, ma oggi non è pronto. Vanoli ha dovuto ripartire dal buon Ranieri, con pregi e difetti.

Da un Ds esperto come Paratici mi sarei aspettato proprio un difensore di quel livello come primo colpo del mercato. Si può rimediare a gennaio? Non lo so, in inverno il mercato è difficile, pieno di scarti. Comunque il problema resta. Nessuno sa mai di quanto tempo sia necessario al processo per diventare squadra, quella del 2012 stupì tutti, era già pronta in estate, ma era stata costruita meglio. Allora c’erano i giovani, ma anche gente di classe superiore, già pronta e di esperienza. A Genova con i rossoblù in crisi sarà dura, ma dopo tre settimane di lavoro una crescita almeno caratteriale, la voglia di lottare, di lavorare uno per l’altro, me l’aspetto.

Caricamento raccomandazioni...