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Via a un mercato da non fallire: cosa aspettarsi (e cosa no) dalla Fiorentina

Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 
La panoramica per dare il calcio d'inizio ufficiale alla finestra estiva, che per la Fiorentina dovrà essere quella del rilancio intelligente

Tosta eh, cercare di divinare due mesi interi di mercato. Ma qualcosina si può comunque mettere insieme, a più di 30 giorni dalla fine del campionato, con un nuovo allenatore in sella, con il primo acquisto praticamente già chiuso e con indicazioni abbastanza chiare sul monte ingaggi. Proviamo ad orientarci.

Punto primo: abbassare il totale dei salari

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Ridurre il monte ingaggi non vuol dire automaticamente diminuire il potenziale della squadra. Certo, si tratta di lasciar partire giocatori di carisma, classe ed esperienza come De Gea e Gosens in presenza di proposte adeguate, ma sostituirli con profili più giovani che si accontentino di ingaggi inferiori non è impossibile. Ci vuole savoir faire, Paratici ha organizzato e sta organizzando il suo gruppo di lavoro proprio in questo senso. Quindi, cosa non aspettarsi? Senza ombra di dubbio barricate come quella alzata da Commisso nei confronti del Napoli per Comuzzo un anno e mezzo fa: se arrivano certe offerte, nessuno è incedibile, nemmeno, per intenderci, Fagioli, che potrebbe essere oggetto di assalti multimilionari da parte del Newcastle se Tonali andasse al Tottenham.

Punto secondo: valutare cessioni importanti per aumentare il budget

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Anche Kean ha un ingaggio alto, il più alto di tutti, ma non per questo è tra i primi sulla lista dei partenti. La sensazione sembra quella che il bomber della Nazionale, risolti i propri guai alla tibia, possa tornare a far aumentare il proprio valore in relazione all'età, e quindi, dato che lui da parte sua non ha chiesto la cessione, sarà questione di aspettare eventuali offerte convincenti, consapevoli che i 62 milioni della clausola quasi sicuramente non arriveranno. Diverso il discorso per Dodò, che, lui sì. vuole andare e non è un segreto, ma al momento è la seconda scelta di Inter, Napoli e Roma. La prima che si muove costringerà le altre a virare sul brasiliano. Su Gudmundsson ci sono l'Atalanta e un paio di club inglesi, Mandragora è richiesto dal Besiktas di Italiano ma ha espresso il desiderio di rimanere, per Ndour servono offerte davvero irrinunciabili dato che il 50% dell'incasso spetta al PSG.

Punto terzo: rebranding delle fasce

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Un colpo in entrata è già stato piazzato: Viery, difensore brasiliano di 21 anni e piede sinistro, per 17 milioni, compresi i bonus. Non sono pochi, dopo 26 che se ne sono andati automaticamente per Brescianini e Fabbian al raggiungimento della salvezza, perciò torniamo alla necessità di fare cassa, dopodiché via alla rivoluzione sulle fasce: Norton-Cuffy, Juanlu Sanchez, Joao Mario, Arnau Martinez, Belghali, tutti nomi papabili per la corsia destra che rimarrà orfana di Dodò (e Fortini? Lo vuole il Torino), si sogna Ruggeri spinto fuori dall'arrivo di Grimaldo all'Atletico Madrid a sinistra. Ma anche - e soprattutto - davanti dobbiamo aspettarci movimento: Koleosho sta prendendo tempo prima di dire sì al progetto viola, che prevede frecce importanti nell'arco di Grosso, da prestiti altisonanti come quello di Noa Lang dal Napoli o di Edon Zhegrova dalla Juventus a colpi di peso come potrebbe essere uno Johan Bakayoko dal Lipsia. A parte Parisi, che comunque ne avrà per il resto dell'anno solare in infermeria, potrebbero davvero cambiare tutti fra attacco e difesa.

Punto quarto: completare la rosa (e farlo presto)

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Tante le cose da fare, poco il tempo per farlo: l'ideale sarebbe arrivare al primo impegno ufficiale, un fastidioso turno preliminare di Coppa Italia a metà agosto contro una tra Benevento e Ravenna, con la stragrande maggioranza della nuova rosa a posto. Grosso sembra aver bisogno di almeno una mezzala, visto che il nome di Thorstvedt continua a rimbalzare davanti a quelli di Miretti, Ekkelenkamp e Bernabè. Che possa essere già tempo di salutare uno degli ultimi arrivati, Fabbian più di Brescianini? Inoltre il nuovo tecnico vorrà sicuramente il prima possibile il suo nuovo numero uno, con Mandas e Falcone a fare la parte dei nomi più gettonati in caso di cessione di De Gea. E Piccoli? Sia che Kean rimanga, sia che no, Corvino diceva bene: puoi sbagliare moglie, ma non portiere e attaccante. Non è da escludere un prestito altrove.

Punto quinto: piazzare gli (innumerevoli) esuberi

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Vendere, vendere, vendere: parallelamente alle cessioni importanti, Paratici dovrà districarsi nella selva degli esuberi. Beltran, uno dei più ingombranti, sembra finalmente a un passo dal ritorno al River Plate, ma ci sono tanti, tantissimi giocatori di cui Grosso o chi per lui non saprebbero davvero cosa fare: Nzola, Sottil, Barak, Valentini, Sohm, Richardson, Bianco, Moreno, solo per citare i senior. Tra questi qualcuno potrebbe essere riciclato in rosa? Deciderà l'allenatore, che comunque sembra in tutt'altre faccende affaccendato. Vendere è un'arte, magari in occasione di Fiorentina-Sassuolo Paratici, oltre al via libera per Grosso, avrà chiesto a Carnevali anche qualche dritta in merito.

Punto sesto: sorprendere

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Già, perché fin da subito è lecito aspettarsi che ben poco d quel che abbiamo scritto, o meglio, che ben pochi dei nomi che abbiamo raccolto, siano poi effettivamente registrati come parte della Fiorentina 2026/27 ai nastri di partenza della stagione. Viery era uscito, certo, ma sembrava costare troppo; si è creata un'apertura e Paratici ci si è fiondato, chiudendo l'operazione. Così anche altre finestre potrebbero socchiudersi, altre questioni potrebbero aprirsi dove oggi è tutto sbarrato, specie in Scandinavia e in quel Sudamerica dove spesso la Fiorentina ha pescato con discreta fortuna, anche in periodi di magra. Aranda, Zeballos e i loro fratelli, in un momento storico particolarmente sorridente al futbol argentino, rimangono suggestioni da accarezzare con entusiasmo.