Paratici è partito benissimo per poi inciampare sulla questione Kean: l'analisi del nostro opinionista
Paratici, il re del mercato non poteva non sapere
Nelle ultime ore si è riunita una commissione per valutare se revocare o meno a Fabio Paratici il titolo di “Re del mercato”. Facezie a parte la vicenda Kean denuncia qualche lacuna nella politica della Fiorentina.
La strategia del Como
Intanto il calciomercato non è mai un fine, piuttosto il mezzo con cui una società tenta di raggiungere i propri scopi. C’è chi vuole migliorare la squadra per traguardi più ambiziosi, chi vuol sanare i propri bilanci, chi (come la Fiorentina} ha bisogno di rinnovare dopo un disastro. In tutti i casi la strategia deve essere chiara. Nella campagna trasferimenti oltre alla competenza tecnica non bisogna mai perder di vista i conti. Fabio Paratici, finora, si era mosso con grande abilità, scegliendo giovani di talento prima degli altri, confidando di cedere i giocatori con cui far “cassa” al momento opportuno. Era chiaro per tutti che Kean era il “pezzo pregiato”. Il problema è stato che il Como ha di proposito aspettato la vigilia del campionato per avanzare una proposta ufficiale, per mettere in difficoltà la Fiorentina, Grosso e tutto lo spogliatoio e ottenere un accordo più conveniente.Impreparati
Tutto secondo regola dunque ma Paratici, da uomo di calcio qual è avrebbe dovuto prevederlo e invece si è fatto beccare senza un piano B. Aveva già ceduto Piccoli e acquistato il giovane Mateo Pellegrino. Quindi l’offerta del Como è interessante, ma come sostituire Kean? Nella prima di campionato il “povero” Grosso si è incartato; ha tenuto Kean in panchina per farlo entrare (!) sullo 0 a 3. Il giorno dopo Kean si è addirittura rifiutato di allenarsi, giungendo al campo perfino in ritardo e di fatto mettendo la società viola spalle al muro.Da Icardi a Zirkzee
Paratici, si dice, sta tentando di trovare un sostituto di pari valore rispetto al centravanti della nazionale. Solita girandola di nomi che sono andati da Icardi (33 anni 10 milioni di stipendio) che ha giocato in Turchia per quattro anni. Poi Beto (28 anni) che gioca nell’Everton, infine sembra tutto convergere su Joshua Zirkzee (25 anni del Manchester United). Ma l’uno non vale l’altro. L’olandese, che noi apprezziamo, non è un sostituto di Kean. Per il suo modo di giocare imporrebbe a Grosso di cambiare il suo progetto tecnico-tattico, anche se a dire il vero di quel progetto non ne abbiamo potuto conoscere ancora ancora i tratti. Il tempo stringe e la Fiorentina deve riprendersi dai quattro “schiaffi” di Roma. Soprattutto Grosso ha necessità di capire qual è la rosa che ha a disposizione. In questo momento è lui sulla graticola e Paratici non può non saperlo.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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