Paratici, gli errori (gravi) e un insopportabile gioco al massacro
Punto. E a capo. In un terrificante gioco dell'oca nel quale, dopo un'estate nella quale nulla è rimasto com'era, ci si è improvvisamente ritrovati al punto di partenza. E quindi riecco l'emergenza, l'ultimo posto in classifica, la rottura con l'allenatore, l'esonero e, alla fine, Paolo Vanoli. Roba che se non fosse tutto vero si farebbe fatica a raccontare. Eppure, così è. Qualcuno direbbe: “Noi siamo la Fiorentina”. Della serie: tutto normale, da queste parti. E in effetti la sensazione che ci sia un non ben identificato virus che infetta tutto e tutti quelli che si avvicinano al Viola Park si sta pian piano trasformando in certezza. Personalmente però, e pazienza se non è la moda in questi tempi di social, urla, sentenze e cattiverie, mi chiamo fuori da questo gioco al massacro.
Solo insulti o grida
Voglio dire: possibile cancellare tutto quello che di buono è stato detto fin qua? Possibile che da un giorno all'altro un dirigente passi da essere una specie di Dio in terra all'ultimo degli incompetenti? Possibile che quei giocatori che hanno acceso l'entusiasmo della gente (e giusto ribadirlo... della stragrande maggioranza degli addetti ai lavori) ora non siano altro che “figurine” buone per il fantacalcio o forse manco per quello? Per me, no. Il problema, a Firenze in particolare ma un po' ovunque ormai, è che analisi e critica seria non “tirano” più. Valgono solo insulti o grida. Basta individuare il bersaglio di turno... e giù legnate. Facile (forse) ma di certo poco serio e soprattutto totalmente inutile.La prima vera sconfitta di Paratici
Eppure, non ci vorrebbe molto. Basterebbe dire che Fabio Paratici ha commesso sicuramente degli errori e che, sul fronte allenatore, ha perso la sua prima, vera partita. Aveva deciso di non confermare Vanoli (ed io ero e resto convinto che fosse la decisione giusta) e, dopo aver tentato invano di arrivare ad un big, aveva investito con convinzione su Fabio Grosso. Un errore grave, e in questo caso possiamo dire di non esser mai stati particolarmente entusiasti di quella scelta. Anzi. Perché i suoi numeri non erano esaltanti, il calcio proposto col Sassuolo nemmeno, e perché le precedenti esperienze in piazze un po' più calde (Bari, Lione...) non facevano ben sperare.Diverso da un anno fa
E poi veniamo alla strettissima attualità. Se la situazione era davvero quella emersa in queste ore, bene ha fatto il diesse a intervenire subito. E qua vale la pena far notare a chi ora infierisce la differenza tra un dirigente presente a se stesso e conoscitore del pallone rispetto a quanto successo un anno fa. Perché allora la situazione non era tanto diversa da oggi eppure si aspettò novembre prima di agire, con i risultati che tutti conosciamo. Il rapporto tra Grosso e la società, così come quello tra lo stesso mister e la squadra non era più sostenibile e andare avanti avrebbe portato con sé soltanto disastri. E Vanoli? Averlo richiamato vale certamente come un'ammissione di colpa rispetto alla decisione presa tre mesi fa, e certo qualche domanda resta: se non era adatto allora, perché dovrebbe esserlo adesso? Forse Paratici ha semplicemente cambiato idea... oppure ha capito che, pur non avendo a che fare con un Guardiola di turno, in un momento di profondissimo rinnovamento della squadra era meglio affidarsi a qualcuno che potesse garantire un minimo di continuità.Vanoli al lavoro
In fondo, se questa era e/o doveva essere una stagione di transizione, non c'era bisogno di andare a cercare altrove (Grosso appunto) quello che certamente Vanoli poteva garantire: solidità, entusiasmo, determinazione, conoscenze. In più, il vecchio/nuovo allenatore, conosceva l'ambiente e sa/sapeva bene cosa vuole una tifoseria come questa. Certo, se devo pensare ad una Fiorentina capace davvero di tornare in alto, penso ad allenatori diversi. Ma chissà. Magari, dopo aver fatto cambiare idea a Paratici, Vanoli ci riuscirà anche con me. Di sicuro ha una rosa di valore, magari non semplicissima da strutturare perché piena di giovani e con alcune lacune, ma piena zeppa di talento e con il potenziale (non bastano tre partite a ribaltare i giudizi...) per regalare belle soddisfazioni. Nel presente e, soprattutto, nel futuro.© RIPRODUZIONE RISERVATA