Viola News Esclusive Manfredini a VN: "Grosso? Avrei aspettato. Il calcio non faceva per i Della Valle"

Manfredini a VN: "Grosso? Avrei aspettato. Il calcio non faceva per i Della Valle"

Niccolò Meoni
Genoa-Fiorentina, i singoli viola, la festa per il Centenario e alcuni ricordi per Christian Manfredini, che ha parlato in esclusiva a Violanews

Genoa-Fiorentina è una sfida delicatissima per entrambe le squadre, vista la posizione di classifica. Negli anni i doppi ex non sono mancati, e noi di Violanews.com abbiamo deciso di intervistarne uno. Si tratta di Christian Manfredini, che ha vissuto entrambe le realtà da vicino. Con lui abbiamo fatto il punto sulla sfida di domani, con qualche excursus da amarcord:

Buongiorno Christian, come procede la vita da ex calciatore?

"Divento vecchio (ride n.d.r), e corro dietro ai figli. Mi diverto a fare il telecronista Rai e ad allenare dei ragazzi nelle scuole calcio"

Andando sul match di Marassi. Che ne pensa di De Rossi? Lei lo ha vissuto da avversario in tanti derby.

"L'ho incontrato spesso nei derby, è un allenatore che mi piace, è schietto, ed ha dimostrato di essere capace. Però alla fine sei bravo quando vinci, ed è così anche con lui. Però credo che il suo percorso lo sta facendo bene. Ora è in difficoltà, ma gli hanno venduto 5 o 6 pezzi pregiati. I nuovi acquisti o non sono all'altezza, oppure si devono ancora inserire. Dopo 5 giornate c'è ancora tempo per fare qualcosa di buono".

Tempo che invece non è stato concesso a Grosso. Cosa ne pensa di questa scelta?

"Io credo che non sia giusto, ed era una situazione molto complicata. Io però ero al Franchi per la partita contro il Frosinone per il centenario, e non ho visto bene la squadra. Ho visto anche le altre partite non bene. Quindi se è stato Grosso a tirarsi indietro è un conto, ma se fossi stato nella società avrei aspettato qualche partita in più. Però da fuori è sempre più difficile giudicare queste situazioni. Questa squadra non poteva stare in quelle condizioni di classifica, anche per le avversarie affrontate".

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Le è mai capitato un cambio in panchina così prematuro? Come si gestisce un esonero?

"Così presto no, però ovviamente ne ho affrontati tanti di cambi. Si può assorbire, ma dipende come si pone il nuovo allenatore nello spogliatoio. Bisogna anche vedere la qualità del gruppo, ed il carattere della squadra. Come i più vecchi riescono ad aiutare i più giovani ed i nuovi acquisti. Sono tutte cose che si possono fare, ma il calcio è così. Una scelta così anticipata non mi fa impazzire, ma se si deve, meglio farlo prima che dopo".

Venendo al ruolo di esterno, il suo, cosa ne pensa della batteria di ali della Fiorentina?

"Gnonto lo conosciamo già, è uno brevilineo, rapido. Deve adattarsi a questo calcio, deve capire se questo è un calcio che si adatta a lui, e se può aiutare la Fiorentina. Mastantuono è un ragazzo giovane, ed ha un grandissimo talento. Quando tocca palla, riesce sempre a determinare qualcosa. Però nella prima gestione secondo me giocava troppo basso, non si può chiedere a lui di tornare a fare il quinto di difesa. Può anche capitare, ma non in modo sistematico. Se gioca sopra il centrocampo, può fare davvero la differenza. Deve ancora capire i tempi ed i modi del calcio italiano. Njie anche mi piace molto, ma sono tutti giovani, bisogna testarli in questo calcio. Deve essere bravo Vanoli a gestirli, sono tutti rapidi e forti, ma a Firenze c'è pressione. Se sbagli 3 o 4 partite il pubblico pretende, e se vede che non dai l'anima vuole qualcosa in più".

Proprio su Firenze: l'abbiamo vista per la festa del centenario. Come è stata?

"Veramente bello, per due motivi. Venire al Viola Park è stato piacevole, molto bello. Invidio i giocatori che possono allenarsi in un centro così meraviglioso. Il secondo motivo è che io a Firenze ho giocato solo 6 mesi, ma nonostante tutto mi hanno invitato. Io il viola Park me lo sarei goduto a pieno, avrei usufruito delle strutture in maniera totale. Quando giocavo a Firenze ci allenavamo ai campi vicino allo stadio, ma nulla di simile. Avere un centro sportivo così ti arricchisce".

Lei è rimasto 6 mesi a Firenze, col senno di poi le sarebbe piaciuto restare ancora?

"Ero in prestito dalla Lazio, non avendo trovato spazio a Roma. Non so se avrei potuto giocare tanto in quella Fiorentina, però sarebbe stato bello. C'era una proprietà come i Della Valle, in un ambiente bello e caloroso, ma non era il mio periodo all'epoca, poi ero in prestito".

Che ricordi ha dei Della Valle, e che differenze c'erano con Lotito per esempio?

"Tante, due proprietà diverse. Due imprenditori di successo diversi, in due mondi diversi. Devo dire che quello del calcio non era il mondo dei Della Valle. Hanno provato a fare questa scelta, ma hanno capito che è un mondo totalmente diverso dall'imprenditoria. Lotito invece si diverte nel calcio. Erano due gestioni molto diverse, una adatta, una no".

Per chiudere: quale può essere l'obiettivo della Fiorentina?

"Io credo che la Fiorentina possa chiudere il campionato tra le prime 8, poi se saranno in grado di fare meglio ben venga. Ci sono tante squadre per le posizioni europee, anche big. Juve e Milan sono due cantieri, poi ci sono Roma, Inter e Como. Ma credo che la Fiorentina nelle prime 8 ci possa rientrare".

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