Le proteste di Paratici un altro autogol. Oulai può dare energia, con l’Inter serve
Avevamo riposto tante aspettative, forse troppe, sull’avvento di Fabio Paratici al Viola Park. Ora la delusione è doppia, tripla e forse più. Dobbiamo tornare a parlare del direttore sportivo e ci dispiace, ne avremmo fatto volentieri a meno, ma venire a sapere che durante l’intervallo della gara con il Como il dirigente della Fiorentina s’è scagliato a male parole contro l’arbitro, è un’altra roba che a certi livelli non torna. Che non ci saremmo mai aspettati da uno come Paratici. I grandi dirigenti (e lui ne ha frequentati) non fanno così. Quando conti e c’è da protestare, lo fai con le persone adatte, con quelli che hanno potere, senza farlo sapere, con i telefoni e le sedi giuste.
Vi ricordate di dirigenti importanti pizzicati a insultare l’arbitro di turno e multati come è successo a Paratici? Sinceramente faccio fatica, la memoria non mi aiuta, ma neppure l’intelligenza artificiale. Sono cose che ci fanno tornare in mente simpaticamente i Gaucci, gli Anconetani, o situazioni proprie di dirigenti minori. Ecco, questo protestare dal basso è un altro autogol di Paratici. Prendersela con Di Bello denota solo nervosismo e frustrazione, è un’azione fine a sé stessa dalla quale la Fiorentina non trarrà alcun vantaggio. Anzi. Gli arbitri certe cose non le sopportano, come categoria sono uno contro l’altro, ma quando c’è qualche dirigente o qualche allenatore che li insulta se lo raccontano, si coalizzano, si difendono. Ai tempi di Montella un arbitro, che oggi ha smesso, mi raccontò che l’allenatore viola protestava sempre, nella loro categoria non lo sopportava più nessuno, era nel mirino.
Ora probabilmente ci andrà Paratici e di conseguenza la Fiorentina perché quest’anno non è la prima volta, e non è la prima multa per il Ds. Di Bello ha sbagliato, l’abbiamo detto e ridetto, ma la sconfitta con il Como non è colpa dell’arbitro e lo ha sottolineato per primo Vanoli con onestà intellettuale. Tutto quello che è successo in società serve solo a dare inutili alibi ai giocatori invece di responsabilizzarli. Un concetto sottolineato in queste ore da tanti ex calciatori ed ex allenatori. Fra l’altro gli arbitri (ricordate l’anno scorso?) non sembrano ostili e anche quest’anno c’era un netto rigore non fischiato al Frosinone. Infine la Fiorentina cosa si aspettava che rispondesse la Lega alla sua protesta? Che facessero ripetere la partita? Dai…
La mossa suona come una ricerca di una giustificazione a un disastroso inizio di stagione, il tentativo di uno scarico di responsabilità. E anche questo non è un bel segnale unito al Grande Silenzio del direttore sportivo che non ha mai spiegato tutto quello che è successo, a cominciare dall’esonero di Grosso per finire con i limiti della squadra. I tifosi hanno diritto di sapere e di capire. Dunque un altro pasticcio di Paratici dopo aver sbagliato l’allenatore e aver richiamato quello che non era stato confermato con giudizi non simpatici, dopo una campagna acquisti costosissima ma piena di lacune e una squadra costruita male. Ma, ripeto, forse la colpa è nostra. Eravamo convinti che finalmente fosse arrivato a Firenze un grande dirigente, per poi riscoprirne uno normale. La speranza futura, comunque, è che Paratici smentisca tutti e dimostri di essere davvero quel numero uno, quel direttore sportivo che aspettavamo.
Nel frattempo aspettiamo anche la crescita di una squadra che sappiamo acerba e leggera, tecnicamente molto brava, ma con tanti limiti e una fase difensiva imbarazzante. Serve tempo e lavoro per migliorare il gioco d’assieme e i movimenti, sappiamo bene anche questo. In attesa, vista la classifica, ho già scritto che virerei su una squadra meno bella, su un calcio più essenziale: servono punti. Se necessario anche cambiando modulo. Vanoli pare stia lavorando proprio su questo, magari con un 4-3-3 interpretato da giocatori più fisici, più grintosi. A questo proposito uno come Oulai lo rilancerei nella sua posizione naturale davanti alla difesa, a fare pressing, a recuperare palloni. Ovviamente credo a quello che dice Vanoli, sicuramente il ragazzo non ha sviluppato la capacità tattica, ma con un po’ di coraggio a volte i giocatori crescono in fretta. Contro l’Inter per lui può essere stimolante, ha giocato un mondiale, in fondo la Fiorentina non ha nulla da perdere. L’importante è che questa squadra trovi presto corsa, grinta, carattere e determinazione da unire alla tecnica.
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