Grosso, se serve tempo perché perderne con giocatori fuori dal contesto?
Molto semplicemente: è presto per sparare sentenze assolute, ma nella fattispecie della partita Roma-Fiorentina 4-0, Fabio Grosso è indifendibile. Scelte iniziali, sostituzioni, parole post partita. Difficile andarci leggeri, ci proviamo perché è la prima uscita e perché siamo convinti che le persone intelligenti siano quelle che sanno evitare di ripetere un errore una volta che l'hanno commesso.
Perché Dodò?
Attendevamo le parole del dopo gara speranzosi di avere notizie di raffreddori o acciacchi per Oulai e Valdepenas, invece no. Sono entrati entrambi. Non Gudmundsson, strano... ma il focus rimane sulle esclusioni dell'ivoriano e dello spagnolo a beneficio di due giocatori, Dodò e Fagioli, che sono oggetto di voci di mercato in uscita. Passi per l'italiano, che ancora non ha e chissà se avrà mai da qui al 1 settembre una pretendente più precisa di "la Premier League", ma Dodò è in trattativa avanzata col Nottingham Forest e non rinnoverà il contratto in scadenza tra meno di un anno. Se rimane per poi lasciare a zero, non può essere un titolare su cui costruire.Spiegazione di Grosso in conferenza stampa: "Uno a posteriori può fare mille riflessioni: ho cercato di far giocare Mastantuono al centro, dandogli più solidità dietro". Sì, forse Dodò sulla carta è un po' meno offensivo di Joao Mario, ma non è che in generale sia Paolo Maldini senza palla. Malen lo ha scherzato sul primo gol e la prestazione è stata sulla linea degli altri difensori, compreso Joao Mario che, per far giocare Dodò, è stato messo contro Dybala - il miglior giocatore della Serie A quando sta bene come oggi - sul piede debole.
Kean, mezz'ora vale un'ora
E poi all'ora di gioco triplo cambio, dentro Kean e fuori Mastantuono, doppia punta. Sorvoliamo pure sull'uscita dell'unico che aveva compicciato qualcosa fino a quel momento, ma se Kean era totalmente arruolabile, al di là delle sirene di mercato, perché non schierarlo dall'inizio? Il rischio di farsi male e mandare a monte l'affare col Como è presente dal momento in cui l'attaccante mette piede in campo, se si corre per mezz'ora tanto vale correrlo per un'ora. Uno dice: Kean è forte, anche se va via cerco di usarlo finché posso. Ma allora meglio usarlo quando può spostare le sorti di una partita, non quando sono già indirizzate.Anche qui, Grosso si è spiegato: "Immaginavo una partita dove c'era da sporcarsi, potevamo mettere entrambi gli attaccanti, ma ci snaturava troppo. Quindi ho preferito Mateo che ha battagliato, poi nel secondo tempo volevo affidarmi alle qualità di Kean. Mentre facevo il cambio abbiamo preso il gol". Probabilmente la verità è che c'è dietro l'affare col Como, ma se davvero si è trattato di una scelta tecnica, preferire Pellegrino a Kean a parità di condizioni è quantomeno bizzarro. E per finire dentro Mandragora, che interessa al Genoa.
Grosso chiede tempo, dal Viola Park chiedono pazienza dai primi giorni di agosto. Noi siamo anche disposti ad avere pazienza e a dare tempo, ma potrebbe essere un'idea non buttarne via una quantità preziosa con giocatori, su tutti Dodò, che, come indica l'arrivo di altri due terzini destri, non hanno futuro in viola.
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