Era vero: è difficile allenare questa squadra. Dopo Grosso, ora Paratici difenda Vanoli
Perdere con l’Inter era da mettere in preventivo, ma per come si era messa la partita (bene) e per come è finita in sei minuti (male), non fa altro che aumentare una convinzione: questa è una squadra costruita malissimo. Forse non sarà inallenabile, ammesso e non concesso che Grosso l’abbia detto, ma di sicuro è altamente difficile riuscire a trovare un equilibrio, a darle identità e personalità.
I problemi sono gli stessi che vi stiamo raccontando da due mesi, fragilità difensiva, troppi giovani acerbi, troppi giocatori non pronti, non c’è esperienza, mancano i leader. Se decidi di fare una partita d’attacco o quanto meno di giocartela, rischi imbarcate come successo con la Roma, il Frosinone, il Como e le altre. Perfino il Genoa nella prima mezz’ora poteva segnare di più. Se decidi di difenderti come hai fatto con l’Inter prendi 32 tiri, lasci una decina di palle-gol, ti ha salvato il portiere fin quando ha potuto.
La Fiorentina quando attacca lo fa a folate, con poca lucidità, gli attaccanti non hanno la freddezza necessaria sotto porta, molti sbagliano l’ultima scelta. Quando difende si fa schiacciare, fa fatica a ripartire.
Tutto dipende dalla mancanza di giocatori con certe caratteristiche che è inutile cercare in una rosa fatta solo da giocatori molto tecnici, bellini a vedersi, ma leggerissimi (penso a Njie e non solo), oppure da difensori inesperti (Viery o Valdepenas) capaci di fare due rigori. Per fortuna l’arbitro ne ha fischiato uno solo.
Quando è uscito Pongracic (dico Pongracic) è stato il buio. Stiamo rimpiangendo Mandragora e Gosens. Per non parlare di Kean. A proposito, Paratici aveva garantito che ne avrebbe preso uno più forte, l’avete visto voi? Qualcosa ci sfugge. Con quale criterio sia stata costruita questa squadra ci sfugge ancora di più, come sfuggiva a Grosso. E se ne sta accorgendo pure Vanoli che così è difficile lavorare.
Dopo Milano su di lui c’è un altro tsunami. Le sostituzioni non sono piaciute neppure a me, la squadra s’è schiacciata troppo. La logica avrebbe imposto Goncalves al posto di un attaccante per tenere palla, ma anche di togliere Fagioli in difficoltà, di alzare la barriera a centrocampo per non arretrare troppo. Ma quali centrocampisti poteva mettere? Con Atta infortunato e Oulai non al meglio, non c’erano altre soluzioni.
Quale altra squadra al mondo ha soltanto cinque centrocampisti, il reparto più importante della squadra così sguarnito? Quale altro Ds fa programmi così a lungo termine, spendendo 150 milioni, ipotizzandone un’altra settantina, con il giocatore più forte in prestito, fino al punto da mettere insieme tanta gente pronta solo per il futuro. Il campionato va giocato anche quest’anno, adesso tutto è complicatissimo. Come l’anno scorso. Peggio dell’anno scorso.
Ancora quattro punti dopo otto giornate, ma 19 gol subiti, la peggior difesa del campionato, solo altre quattro squadre in tutti i campionati che contano in Europa hanno fatto peggio. E il gruppo è molto più fragile. Mi piacerebbe una bella autocritica da parte della società, l’assunzione di responsabilità, l’ammissione di aver sbagliato molte cose, a cominciare dal primo allenatore, ma dalle parole di Paratici non ho sentito niente di tutto questo. Loro sapevano che ci sarebbero state delle difficoltà, così ha detto. Bene. Se lo sapevano avrebbero dovuto evitarle. Difficoltà al punto di rischiare la serie B?
Sembra tutto surreale. E se la società non ammette di aver sbagliato con chi se la devono prendere i tifosi e i critici che hanno paura del potere? Ovviamente con l’allenatore. Vanoli non ha la bacchetta magica, non è sicuramente un fenomeno, è solo un buon allenatore che ha un compito difficilissimo, fare diventare squadra un gruppo di giocatori con i limiti che abbiamo detto anche qui sopra. Serve tanto lavoro, serve tanto tempo. Per questo la società lo deve proteggere, ma seriamente, decisamente, mettendoci la faccia, non con qualche telefonata clandestina a penne amiche. Pronti poi a smentire nel caso in cui precipitassero le cose, ovviamente.
I rischi vanno condivisi. Altrimenti che facciamo? Facciamo sbranare anche Vanoli, lo lasciamo solo sulla graticola fino a quando non sarà cotto? Le grandi società non fanno così, lo ripeto, si assumono le responsabilità per intero. Se la Fiorentina non lo fa dobbiamo prepararci a un nuovo esonero? Che fanno? Richiamano Grosso?
Domande che dovrebbero avere risposte perchè la situazione è grave e anche questo mi pare non sia percepito, ma la classifica, il calendario e la situazione parlano chiaro.
Nelle prossime tre gare prima della sosta diventa un obbligo battere l’Atalanta e il Sassuolo, poi fare almeno un punto con la Juve. Chiudere a undici dopo undici giornate, un punto a partita di media, vorrebbe dire rimettersi almeno in carreggiata.
C’è questa forza? E’ solo augurabile, ma da Milano possiamo portare a casa soltanto un po’ di carattere in più mostrato per più di un’ora, ma anche il timore che la botta subita possa lasciare ulteriori scorie. Vedremo. In attesa, dalla Turchia montano il caso Oulai. Qui non gioca, il Galatasaray lo sta tentando, lo rivuole riportare nel campionato dove ha fatto benissimo, pagando lo stesso prezzo sborsato dalla Fiorentina. Dal Viola Park dicono che è incedibile, ma i giocatori che non giocano non sono mai felici. E questo è un altro tema.
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