Viola News Esclusive Ecco i giovani, Ndour fenomeno con l’Under. Vanoli sincero: è una squadra da alti e bassi

Ecco i giovani, Ndour fenomeno con l’Under. Vanoli sincero: è una squadra da alti e bassi

Enzo Bucchioni
Ndour sotto i riflettori, Atta e Goncalves pronti a venir fuori. La gioventù è il plus della Fiorentina. E il mercato lo conferma

Sei partite in un mese, dal dieci ottobre all’undici novembre. Il calendario è feroce: Genoa, Como, Inter, Atalanta, Sassuolo e Juventus. Che Fiorentina sarà? Nessuno, ovviamente, sa rispondere a questa domanda, ma un test del genere di difficoltà altissima, sicuramente farà capire se la squadra messa in piedi da Paratici con una spesa potenzialmente altissima (oltre duecento milioni fra acquisti e riscatti da fare) ha un presente e soprattutto un grande futuro.

Le prime cinque partite hanno detto poco, prima la partenza disastrosa, poi il cambio di allenatore, Vanoli che arriva in corsa: è stata più una roba sui nervi che calcio vero. In queste tre settimane senza campionato sicuramente l’allenatore ha lavorato sui concetti, su quello che ha in testa, anche senza otto nazionali, sono stati giorni intensi che ci restituiranno una Fiorentina più squadra.

Quanto squadra? Torno alla curiosità, all’attesa della partita di sabato a Genova e delle altre, una dopo l’altra. L’allenatore è sicuramente soddisfatto del lavoro che ha fatto, vede un gruppo che ha voglia di crescere, che lo segue. I segnali sono estremamente positivi, la serenità di Vanoli è una conferma indiretta, ma il campo ha una logica e dà delle risposte tutte sue.

E’ una ripartenza al buio, ma le luci non mancheranno. In questo periodo s’è lavorato molto sulla forma e sulla posizione di Atta. Il francese non si è ancora visto ai suoi livelli abituali, è un giocatore che a Udine ha fatto la differenza e deve tornare a farla. Molto intenso anche il lavoro atletico per Gonçalves, forse il più indietro di tutti. Se ritrova la forma, con la sua tecnica e la sua esperienza può diventare un giocatore determinante.

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Questo gruppo di esperienza ne ha poca, è molto giovane, ha tanto talento, e allora giocatori come il portoghese possono avere una doppia valenza. La gioventù è un valore e anche un motore, ma come ha saggiamente detto Vanoli, i giovani mancano di continuità. E’ possibile che dopo grandi prestazioni ci siano partite meno intense, mettiamolo in conto, impariamolo. Ci vorrà tanto lavoro, ci vorrà tanto tempo, questi concetti non dovremo mai perderli di vista per evitare di andare incontro a troppe aspettative.

La Fiorentina è una squadra intrigante, ha tanti giocatori di qualità superiore e non solo Mastantuono, ma oggi nessuno sa davvero quale sarà la trama del suo campionato. Mi aspetto grandi prestazioni quando ci sarà da dimostrare, da divertirsi, quando non ci sarà niente da perdere, la sfrontatezza dei giovani è questa. Altre partite potranno essere più complicate. E qui, allora, chiamo in causa l’allenatore che sta cercando di dare un gioco, una personalità e una identità alla Fiorentina.

Per diventare squadra la strada è in salita, l’unica scorciatoia possibile è il gioco. Non è facile assemblare una decina di giocatori tutti nuovi e molto giovani. Nel 2012 per Montella fu più facile, fra i nuovi c’era gente di grande esperienza e di grande carisma, oggi con i giovani serve pazienza. Devono arrivare e ognuno di loro ha tempi diversi.

Pensate a Ndour, ieri devastante, assoluto dominatore nell’Under 21, ha segnato addirittura una doppietta. Sta crescendo individualmente, ma in nazionale è inserito in un gioco codificato, Baldini ha dato identità e Ndour è assolutamente agevolato, si muove in armonia con i compagni, sa cosa fare. Molti tifosi fiorentini non capiscono le sue notevolissime potenzialità, è un giocatore moderno, sa fare tutto, pure il gol, le critiche non mancano, ma a 22 anni non puoi essere sempre decisivo, il gioco aiuta a esprimersi.

Nella Fiorentina ce ne sono tanti di Ndour che devono impadronirsi del gioco, dei movimenti, dei tempi. Penso a Oulai e Atta. Ma anche Njie e lo stesso Mastantuono che crescerà quando si alzeranno il livello e la velocità del gioco. Insomma, verrebbe da dire li avete voluti i giovani? Ora vanno aspettati. L’allenatore diventerà centrale in questo discorso e lui lo sa, ha accettato di tornare proprio per questo, per misurarsi con una squadra dalle grandi potenzialità. Dovrà essere lui a tirarle fuori.

Nel frattempo, della serie il mercato non si ferma mai, giustamente la Fiorentina sta mettendo gli occhi su un difensore centrale che serve come il pane visto che Pongracic è Pongracic, e Viery deve maturare. Riflettori accesi su Tiago Gabriel, 22 anni, che a Lecce sta facendo benissimo e non da oggi. Richiesta molto alta, vediamo cosa succederà. E’ un signor marcatore con i piedi buoni, alla Viola serve un giocatore capace di guidare la difesa, se Tiago ha pure questa qualità (va seguito, valutato e analizzato in profondità), ci investirei, mi ha sempre impressionato. E poi è giovanissimo come impone l’idea che Paratici ha in testa.

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