Viola News Esclusive Le torri di Dragusin come l'alley-oop nel basket: un'arma micidiale per Grosso

Le torri di Dragusin come l'alley-oop nel basket: un'arma micidiale per Grosso

Vittorio Collicelli
Dragusin e le sue capacità aeree. Un'arma che ricorda, per certi versi, quella già vista con Nikola Milenkovic, ma con una differenza notevole

Il pallone arriva sul primo palo e Radu Dragusin è già lì. Il difensore rumeno prende posizione, attacca la traiettoria e, invece di cercare la porta, sceglie la soluzione più utile per la squadra: una spizzata precisa, sufficiente a far proseguire il pallone verso il secondo palo. Lì c'è Luca Ranieri, completamente libero, che deve soltanto spingerlo in rete.

Il 3-0 della Fiorentina contro il Benevento nasce così. Una rete che porta la firma del capitano viola, ma che racconta soprattutto una delle caratteristiche che Dragusin può mettere a disposizione della squadra di Fabio Grosso. Perché la sua pericolosità nel gioco aereo non passa necessariamente dall'incornata vincente. Può essere pericoloso anche quando decide di non concludere.

La spizzata come alley-oop

È questa, forse, la particolarità più interessante del difensore rumeno. La struttura fisica e l'altezza lo rendono un bersaglio naturale per i cross e i calci piazzati, ma Dragusin sembra avere nelle spizzate e nelle deviazioni una delle sue specialità.

Non serve sempre trovare il pallone nel punto perfetto per indirizzarlo verso la porta. A volte è sufficiente anticipare l'avversario e cambiare la traiettoria di pochi centimetri. Il risultato può essere una situazione completamente diversa per chi difende.

Per chi mastica di basket, questa capacità di agire al piano superiore ricorderà l'alley-oop, un pallone che non mira al canestro, ma vicino ad esso, mentre un compagno salta e si muove in tempo per ricevere e appoggiare oppure schiacciare in rete.

È quello che è successo contro il Benevento. La prima deviazione di Dragusin ha eliminato di fatto la possibilità per la difesa di intervenire sul pallone e ha trasformato il secondo palo in una zona completamente scoperta. Ranieri, che si è mosso col giusto timing rispetto agli altri, ha fatto il resto.

Una giocata semplice da leggere dopo che è avvenuta, molto meno da difendere.

Un'arma che ricorda Milenkovic

A Firenze, quando si parla di difensori capaci di lasciare il segno nell'area avversaria, il paragone con Nikola Milenkovic viene quasi naturale. Per anni il serbo è stato una delle principali minacce della Fiorentina sui calci piazzati, grazie alla sua imponenza e alla capacità di attaccare il pallone, spesso sul primo palo.

Dragusin può riportare qualcosa di quella sensazione. La differenza, però, sta proprio nel modo in cui può essere sfruttato.

Non soltanto uomo da cercare per il colpo di testa, ma giocatore capace di trasformare una traiettoria in una nuova azione offensiva. Il primo palo può diventare il suo territorio, il secondo quello dei compagni. E in questo senso la rete di Ranieri contro il Benevento è particolarmente indicativa, ma non è l'unica giocata che abbiamo già registrato.

Contro il Deportivo, nell'ultima amichevole, ha fatto da bersaglio per la palla morbida di Fagioli in area, ha saltato più in alto dell'avversario e l'ha sistemata comoda per Ndour: gol.

Grosso ha una nuova soluzione

Per Fabio Grosso non si tratta soltanto di avere un difensore in più da mandare in area. Significa poter costruire soluzioni diverse sui calci piazzati, alternando l'attacco diretto della porta alla ricerca della deviazione.

Dragusin può essere il giocatore che apre l'azione decisiva senza necessariamente chiuderla. Può attirare marcature, anticipare il primo difensore, prolungare il pallone e creare le condizioni perché un compagno possa arrivare alle sue spalle o comunque attorno a lui.

Una caratteristica che, nell'arco di una stagione, può trasformarsi in un'arma tutt'altro che secondaria. Soprattutto in quelle partite in cui gli spazi saranno pochi e un episodio da fermo potrà decidere il risultato.

Non solo centimetri

La prima immagine che viene in mente osservando Dragusin è quella di un difensore imponente, difficile da spostare e naturalmente portato al gioco aereo. Ma fermarsi ai centimetri sarebbe riduttivo.

Contro il Benevento ha mostrato che la sua forza può essere utile anche nella lettura della giocata. Ha capito dove arrivare, ha attaccato il pallone nel momento giusto e lo ha trasformato in un assist per Ranieri.

È soltanto una delle prime indicazioni della sua avventura in viola, ma è già sufficiente per accendere una curiosità: quante altre volte la Fiorentina riuscirà a sfruttare quella testa sul primo palo o quelle sponde per i compagni?

Perché il vero valore aggiunto del difensore rumeno potrebbe non essere soltanto nei gol che riuscirà a segnare. Potrebbe essere anche, e soprattutto, nei gol che permetterà ai compagni di realizzare.