Viola News Esclusive An honest mistake: perché la Fiorentina (sbagliando) ha ceduto Kayode

An honest mistake: perché la Fiorentina (sbagliando) ha ceduto Kayode

Vittorio Collicelli
Kayode segna all'esordio con l'Italia e riapre il dibattito sulla cessione: dalla Fiorentina al Brentford, la storia dei 18 milioni e il senno di poi

Un gol all'esordio in Nazionale riapre la discussione su Michael Kayode e sulla sua cessione. A Bursa, al 27', il terzino ha firmato il 3-0 nel giorno del suo debutto; la Turchia ha accorciato a inizio ripresa con Yilmaz, poi Pio Esposito ha chiuso il conto sul 4-1. La domanda è inevitabile: la Fiorentina ha sbagliato a venderlo? A posteriori, sì. Ma giudicare quella scelta con ciò che sappiamo oggi è l'esercizio più facile che ci sia. Per capirne le ragioni, a prescindere da come sia andata, bisogna tornare a quel momento.

Stagione 2024-25, sulla panchina viola siede Raffaele Palladino. Sulla fascia destra il titolare è Dodò, che in campionato chiuderà l'annata con 35 presenze su 38 partite. Per Kayode lo spazio è quasi nullo. Nei primi mesi di stagione mette insieme appena 5 presenze, una sola da titolare. L'allenatore campano, semplicemente, non lo vede. Il 24 gennaio 2025 il Brentford annuncia il suo arrivo dalla Fiorentina, in prestito fino al termine della stagione. Il prestito è oneroso, da 500mila euro. Sei mesi dopo arriva il riscatto da 17,5 milioni. In totale nelle casse viola entrano 18 milioni. A questi si aggiunge il 10% sulla futura rivendita.

L'esplosione in Premier

Quello che è successo dopo è sotto gli occhi di tutti. Nella prima stagione piena in Premier League, Kayode mette insieme 35 presenze, tutte da titolare. Conquista i tifosi del Brentford anche con le sue rimesse laterali lunghissime, ormai un vero tormentone. Poi arriva la chiamata di Mancini, e l'esordio in azzurro con gol.

Una scommessa non fatta, un errore onesto

Certo, a posteriori è un errore. Ma in quel momento tenerlo era un salto nel vuoto. Si poteva fare? Assolutamente sì. Però significava rinunciare a 18 milioni tra onerosità del prestito e riscatto, per un giocatore che il tecnico non considerava, chiuso da un titolare che non saltava praticamente mai una partita. Voleva dire scommettere su una crescita che, in quel contesto, nessuno aveva modo di verificare. E accettare il rischio che un'altra stagione ai margini finisse per abbassarne il valore, invece di alzarlo.

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Kayode è esploso dove ha trovato ciò che a Firenze, con quell'allenatore e con Dodò davanti, non avrebbe avuto: la continuità. Il rimpianto è comprensibile. Ma prima che un errore, che resta, quella della Fiorentina è stata una scommessa che il club ha scelto legittimamente di non fare, e che qualcun altro ha vinto È andata male, ma nessuno poteva garantire che sarebbe andata meglio altrimenti. Era un rischio che si è ritenuto giusto non correre in quel momento. Un errore fatto in buona fede, un errore onesto. An honest mistake, per usare il titolo di una canzone della band americana The Bravery. Il coraggio, appunto, quello che non è stato abbastanza nel difendere la posizione di un talento in ombra.

Resta il 10% sulla rivendita. Se il Brentford dovesse cederlo, una parte di questa storia tornerà a Firenze. Per ora il conto si ferma a 18 milioni. Intanto Kayode ha già il prossimo appuntamento in azzurro: venerdì 2 ottobre la Nazionale gioca in Francia...

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